Incendio Notre-Dame: la struttura è salva. Ecco perché i canadair non potevano essere usati

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Notre-Dame, dopo ore di interventi i Vigili del fuoco francesi sono riusciti a domare l’incendio che ha parzialmente distrutto la cattedrale di Parigi. Salvate anche la struttura principale e la maggior parte delle opere d’arte.

Secondo quanto riferito dai pompieri al lavoro da ieri sera, sono andati letteralmente in fumo 1000 mq di copertura. Per tutta la notte e dopo oltre 9 ore di lavoro, 400 vigili del fuoco di Parigi hanno spento le fiamme ma due poliziotti e un pompiere sono rimasti leggermente feriti.

Il fuoco è stato spento

“Per tutta la notte il lavoro è stato quello di monitorare gli incendi residui, 1000 m2 di copertura sono andati in fumo, fino a stamattina il lavoro era di preservare i due campanili nord e sud per essere sicuri che le torri non crollassero”, ha spiegato il primo tenente colonnello Gabriel Plus. Stamattina “l’impegno dei vigili del fuoco è quello di monitorare le strutture e spegnere quelli residui ma l’intero incendio è stato domato e adesso si dovrà procedere a esaminare l’intero edificio”.

Nonostante l’immane disastro, sono stati salvati anche i campanili ma il cuore della navata è stato gravemente danneggiato. Quasi tutte le opere d’arte sono state portare via grazie al piano di salvaguardia della proprietà culturale.

Molte collezioni inestimabili sono state immediatamente trasferite altrove nonostante l’iniziale difficoltà di accesso alla cattedrale. Purtroppo alcune collezioni e le opere di dimensioni più grandi sono rimaste dentro e alcune sono state danneggiate.

“Il peggio è stato evitato, ma la battaglia non è vinta completamente. Grazie al coraggio dei pompieri la facciata e le strutture non sono crollate. Ricostruiremo Notre-Dame insieme” ha detto Il presidente francese Emmanuel Macron.

Fa quasi sorridere il suggerimento arrivato da Trump, che invitava le autorità francesi a fare intervenire i canadair, soluzione esclusa fin dal primo momento visto che avrebbe solo contribuito a danneggiare la cattedrale e le opere in essa contenute.

L’uso di mezzi aerei come Canadair o elicotteri prevede infatti il lancio di getti d’acqua che su strutture del genere comporterebbero un sovraccarico di peso imprevedibile. Il rischio è che la cattedrale, già gravemente compromessa dall’incendio, potesse crollare sotto il peso dell’acqua. Infatti non sono mai stati utilizzati per spegnere gli incendi degli edifici.

Le prime immagini dall’interno

La volta della cattedrale sembra aver generalmente resistito bene alle fiamme ma oggi all’interno si respira un acre odore di fumo e nella chiesa, solitamente illuminata e colorata, regna il silenzio rotto solo dai pompieri al lavoro. Ecco cosa resta dell’interno:

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La ricostruzione

Il presidente ha annunciato che già da oggi partirà una colletta nazionale e internazionale volta a raccogliere i fondi per la ricostruzione della cattedrale simbolo della Francia. Il tetto, crollato nell’incendio, era ancora quello originario, terminato nel 1326.

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Foto

Anche l’Unesco è scesa in campo assicurando il proprio sostegno al paese “per salvare e ripristinare questo patrimonio inestimabile”, ha detto il direttore generale dell’organismo Onu, Audrey Azoulay. Notre-Dame è patrimonio dell’umanità dal 1991.

“Siamo già in contatto con esperti per valutare i danni, preservare ciò che può essere preservato e prendere in considerazione misure a breve e medio termine” per elaborare un piano volto ad evitare ulteriori danni al sito e recuperare il più possibile gli elementi originali.

Le possibili cause

Le fiamme sarebbero partite da un’impalcatura sul tetto dovuta alle operazione di restauro. Durante i lavori, sono state rimosse 16 sculture in rame, raffiguranti Gesù, i 12 apostoli e i simboli degli evangelisti, che dovrebbero tornare al loro posto nel 2021.

È ancora presto per conoscere nel dettaglio cause e conseguenze. Oggi tutti gli occhi sono puntati su Parigi, colpita al cuore e affranta per la perdita di uno dei suoi simboli.

Sull’incendio di Notre-Dame leggi anche:

Francesca Mancuso

Foto cover

 

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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