I primi esseri umani potrebbero essere sopravvissuti ai rigidi inverni ibernandosi

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Rallentare il metabolismo e rimanere inattivi per alcuni mesi: se gli orsi lo fanno, così come i pipistrelli e moltissimi altri animali, è probabile che anche i primi esseri umani, a partire dai Neanderthal, abbiano affrontato una sorta di letargo. Meglio dire una “ibernazione”, che avrebbe consentito loro di affrontare i duri e rigidi inverni.

È l’ipotesi avanzata da uno studio pubblicato su L’Antropologie e ripreso Robin McKie, scrittore e redattore scientifico del The Guardian, dalle cui pagine si esplorano le nuove prove secondo cui i Neanderthal potrebbero aver optato per lo stesso tipo di inverni di orsi e simili: le ossa trovate in uno dei siti fossili più importanti del mondo, il sito di Sima de los Huesos nella attuale Spagna, suggeriscono infatti che i nostri predecessori ominidi potrebbero aver affrontato il freddo estremo centinaia di migliaia di anni fa dormendo durante i mesi più freddi.

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Secondo il rapporto, i fossili ritrovati nell’antica fossa comune nel nord della Spagna mostrano proprio come la crescita delle ossa umane era stata interrotta per diversi mesi. Gli scienziati, tra l’altro, ritengono che i danni e altri segni nei fossili dei primi scheletri umani siano gli stessi di quelli di altri animali in letargo. Ciò dimostra che gli antenati umani “vivevano in ambienti freddi e con carenza di cibo” e che quindi rallentavano il loro metabolismo dormendo per mesi.

scavi spagna

©César Manso/AFP/Getty

Secondo gli esperti, queste ossa umane possono essere fatte risalire a 400mila anni fa e probabilmente provengono dai primi uomini di Neanderthal. L’area intorno al sito non poteva fornire abbastanza cibo “ricco di grassi” per gli umani durante l’inverno e così, a causa del freddo “la strategia di ibernazione risultava l’unico modo per loro di sopravvivere, quindi devono aver trascorso mesi nella grotta”.

Lo studio

Per testare l’ipotesi di ibernazione in una specie umana estinta, gli studiosi hanno esaminato la collezione scheletrica di ominidi di Sima de los Huesos, nella Cueva Mayor della Sierra de Atapuerca in Spagna, e studiato la morfologia delle ossa fossilizzate utilizzando la macrofotografia, la microscopia, l’istologia e la scansione TC. Hanno così riscontrato di lesioni e accertato malattie che sarebbero state causate da un letargo scarsamente tollerato nell’ibernacula cavernosa scura.

L’ipotesi di ibernazione – si legge nello studioè coerente con l’evidenza genetica e il fatto che gli ominini SH vissero durante una glaciazione estrema. Il presente lavoro fornirà una nuova visione del meccanismo fisiologico del metabolismo umano precoce che potrebbe aiutare a determinare le storie di vita e le fisiologie della specie umana estinta“.

Fonti: L’Antropologie / The Guardian

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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