Mamma Neanderthal, papà Denisovan: scoperto il primo ominide ibrido nella storia dell’uomo

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Circa 90.000 anni fa, una ragazza viveva nei monti Altai, una zona remota situata nell’attuale Russia. La giovane morì quando aveva solo 13 anni e le sue ossa sono rimaste nascoste in una grotta. Analizzandole, gli scienziati hanno fatto una scoperta eccezionale: si trattava infatti della figlia di una coppia non convenzionale formata da due ominidi ormai estinti, un Neanderthal e un Denisova.

Come i ricercatori descrivono in uno studio pubblicato su Nature, la ragazza, conosciuta come Denisova 11, è la prima prova diretta che queste specie antiche e distinte di ominidi abbiano avuto dei figli. Il loro accoppiamento era stato solo ipotizzato ma finora non era mai stato confermato geneticamente.

Tutto quello che restava di Denisova 11 era un frammento di osso singolo, trovato dagli archeologi russi nella grotta Denisova nel 2012. Eppure da questo singolo osso è stato possibile ricostruire migliaia di anni di storia umana.

“Trovare una persona di prima generazione di discendenza mista da questi gruppi è assolutamente straordinario”, ha detto il genetista della popolazione Pontus Skoglund al Francis Crick Institute di Londra.

Il team, guidato dai paleogenici Viviane Slon e Svante Pääbo del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia, in Germania, ha condotto l’analisi del genoma su un singolo frammento osseo recuperato dalla grotta da cui ha preso il nome l’Homo di Denisova, un gruppo di umani estinti identificati per la prima volta nel 2008.

Gli scienziati sapevano già che i Denisova e i Neanderthal vivessero insieme ma nessuno aveva mai trovato la prole della prima generazione nata da tali accoppiamenti. Pääbo ha messo addirittura in dubbio i dati quando i colleghi li hanno condivisi per primi.

denisovan ossa

La squadra di Pääbo ha scoperto per la prima volta i resti di Denny diversi anni fa, esaminando una raccolta di oltre 2.000 frammenti di ossa. In un documento del 2016, hanno usato la datazione al radiocarbonio per determinare se l’osso appartenesse ad un ominide vissuto più di 50.000 anni fa ma le successive analisi genetiche hanno riportato il campione a circa 90.000 anni. Hanno quindi sequenziato il DNA mitocondriale e hanno confrontato i dati con sequenze provenienti da altri umani. L’analisi ha mostrato che il DNA mitocondriale del campione proveniva da un Neanderthal. Questo tipo di DNA è ereditato esclusivamente dalla madre e rappresenta solo una linea di eredità, lasciando sconosciuta l’identità del padre.

grotta denisova

Nell’ultimo studio, il team ha cercato di avere una comprensione più chiara degli antenati degli esemplari sequenziando il loro genoma e confrontando la variazione del DNA con quella di altri ominidi. Circa il 40% dei frammenti di DNA del campione corrispondevano al DNA di Neanderthal, ma un altro 40% corrispondeva al Denisovan. Sequenziando i cromosomi sessuali, i ricercatori hanno anche stabilito che il frammento proveniva da una femmina, e lo spessore dell’osso suggeriva che avesse almeno 13 anni.

Con una quantità uguale di DNA di Denisovan e di Neanderthal, il campione sembrava avere un genitore per ciascun gruppo di ominidi. I ricercatori hanno dedotto che la madre della ragazza fosse geneticamente più vicina ai Neanderthal che vivevano nell’Europa occidentale rispetto agli individui di Neanderthal che vivevano prima nella grotta di Denisova, mentre il padre era un Denisova.

I risultati dimostrano in modo convincente che l’esemplare è un ibrido di prima generazione”, afferma Kelley Harris, genetista della popolazione dell’Università di Washington a Seattle che ha studiato l’ibridazione tra i primi umani e i Neanderthal. “È un caso davvero eclatante. Penso che entrerà subito nei libri di testo.”

Lo studio è stato pubblicato su Nature.

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Francesca Mancuso

Foto: Nature

Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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