Nel 2021 la musica techno potrebbe diventare Patrimonio immateriale dell’Umanità per l’Unesco

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La musica techno, tanto amata e tanto odiata, potrebbe diventare Patrimonio immateriale dell’Umanità. Lo ha chiesto Dr. Motte, famoso Dj tedesco che intende, per l’occasione, recuperare la storica “Love Parade“, festival musicale di strada nato a Berlino, simbolo della cultura rave europea negli anni ’90.

Il festival ottenne da subito un successo clamoroso, non solo a Berlino dove riuniva milioni di ravers, ma in molti altri paesi, finché non venne ufficialmente sospeso dopo la tragedia di Duisburg del 2010, dove persero la vita 21 persone e 342 rimasero ferite. In quell’occasione si verificò una terribile strage di spettatori a causa di una gigantesca calca di persone all’uscita del tunnel che conduceva alla manifestazione, unica via di accesso lunga 200 m e larga 30 metri..

Ecco che ora, a distanza di 10 anni, Dr. Motte propone di far rinascere la Love Parade presentando l’iniziativa a Berlino, con uno scopo ben più ampio però, far riconoscere questo genere musicale come Patrimonio Unesco dimostrando che si tratta di una musica che unisce le persone anziché dividerle, e che contribuisce alla sorellanza fra popoli creando ponti. Perché per ballare la techno e ascoltarla non c’è bisogno di alcun requisito particolare, solo dell’amore per questo genere musicale che trascende i confini.

Come pensa di riuscirci? Raccogliendo donazioni per sostenere economicamente la rinascita del festival tramite un’organizzazione senza scopo di lucro chiamata “Rave the Planet“, che ha presentato la domanda all’Unesco evidenziando, fra le altre cose, i benefici sociali dell’eventuale qualifica:

  • L’inclusione nella directory nazionale dell’UNESCO è un riconoscimento comunicativo e simbolico della musica dance elettronica e della cultura dei club;
  • Lo status di “patrimonio culturale immateriale” promuove la consapevolezza della società che la cultura della musica dance elettronica è una forma indipendente di cultura che ha da tempo superato la sua esistenza di nicchia;
  • L’inclusione nell’elenco dell’UNESCO garantisce l’attenzione internazionale e aumenta la consapevolezza di come proteggere e preservare questa cultura.”

Dr. Motte intende riproporre il grande evento in chiave più ambientalista rispetto a un tempo, quando uno dei problemi maggiori causati dalla Love Parade alla città di Berlino fu proprio l’enorme spesa per la raccolta dei rifiuti generati, adottando misure preventive e incoraggiando i partecipanti a raggiungere la città in treno, evitando per esempio i voli commerciali.

Speriamo che l’Unesco approvi la sua domanda, in ogni caso Dr. Motte è convinto che la risposta sarà un sì:

“Sono sicuro che possiamo ottenerlo. Internet ci consente di collegare la nostra campagna con i corvi di tutto il mondo e mostrare all’Unesco che la techno è una musica che unisce, quale sorella delle diverse nazionalità e che può essere compresa e condivisa da persone delle più diverse nazionalità e lingue. È giunto il momento per una nuova generazione di conoscere la techno e apprezzare la techno e il posto giusto per essa è la città di Berlino e l’evento che è servito da piattaforma per un produttore musicale nuovo e di successo, la Love Parade, concepita come un partito pacifista e liberatorio”.

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Laureata in Scienze dei Beni Culturali, redattrice web dal 2008 e illustratrice dal 2018, ha pubblicato per Giochidimagia Editore "Il sogno attraverso il tempo". Con SpiceLapis ha realizzato "Memento Mori, guida illustrata ai cimiteri più bizzarri del mondo".
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