Per la prima volta si potranno ammirare i sotterranei delle Terme di Caracalla

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Aperti per la prima volta al pubblico i sotterranei delle Terme di Caracalla. Da oggi 18 giugno fino a settembre si potrà esplorare un nuovo settore del sottosuolo di uno dei luoghi più suggestivi di Roma grazie alla mostra immersiva “Il segreto del tempo”, con video installazioni di Fabrizio Plessi.

12 opere di video arte tra forni, caldaie e magazzini lungo oltre 200 metri nei sotterranei delle Terme renderanno omaggio alla Città eterna, in un progetto complesso che tra l’altro vede il ritorno a Caracalla di alcune opere d’arte originariamente collocate nell’impianto termale e che fa riemergere il settore sotto l’esedra del calidarium, finalmente visibile nel nuovo percorso.

Plessi ha voluto dedicare la sua creatività all’immensa storia di Roma con opere accompagnate dalle musiche di Michael Nyman. Un meraviglioso itinerario in grado di recuperare gli aspetti dell’antichità attraverso la reinterpretazione dell’immagine dell’imperatore Caracalla, dei mosaici, delle colonne e delle anfore.

video arte terme di caracalla

Nel percorso visivo, curato curata da Alberto Fiz,  anche uno splendido omaggio a Giambattista Piranesi, l’autore che a metà del ‘700 ha contribuito alla riscoperta del “paesaggio archeologico”.

Qui trovate tutte le informazioni per l’acquisto dei biglietti e i giorni di apertura del sito.

Le terme e i sotterranei

Le Thermae Antoninianae, note ai più come Terme di Caracalla, sono tutt’oggi uno degli edifici imperiali meglio conservati. Costruite nella parte meridionale di Roma grazie all’imperatore Marco Aurelio Antonino Bassiano, detto Caracalla, figlio di Settimio Severo, furono inaugurate nel 216 d.C.

Su pianta rettangolare, riportano un edificio per il bagno, lo sport e la cura del corpo e zone per il passeggio e lo studio. Il blocco centrale, destinato propriamente alle Terme, è disposto su un unico asse su cui ci sono il caldarium, il tepidarium, il frigidarium e la natatio, con ai lati le due palestre e gli spogliatoi.

Fulcro della vita del complesso erano proprio i sotterranei, dove centinaia di schiavi e di operai specializzati lavoravano tra gallerie carrozzabili, depositi di legname, forni e caldaie, un maestoso impianto idrico, un mulino e il Mitreo, in cui è ancora visibile la fossa sanguinis.

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Germana Carillo
Foto: Soprintendenza Speciale di Roma

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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