Il minivan trasformato in biblioteca itinerante per i rifugiati della Grecia (FOTO)

Un minivan carico di libri, una vera e propria biblioteca su ruote che offre da leggere a chi non ha la possibilità di acquistare volumi. Siamo in Grecia dove dal 2016 è attiva questa iniziativa dedicata ai rifugiati bloccati nel paese.

Il minivan colorato che da mesi circola ad Atene ha un nome ben preciso e tutt’altro che casuale: Echo Refugee Library. Al suo interno si trovano mensole cariche di libri: ce ne sono circa 1.000. Il veicolo ogni settimana si sposta tra i vari campi profughi nella zona più grande di Atene, ma va anche nei quartieri più poveri della capitale dove molti rifugiati vivono in appartamenti messi a disposizione dalle Nazioni Unite.

L’obiettivo dell’iniziativa è quello di rendere la cultura accessibile a tutti, a detta degli ideatori, tra cui Esther Ten Zijthoff, 25 anni, coordinatruce del progetto.

All’interno della biblioteca itinerante vi sono libri in inglese, greco, arabo, francese, curdo e farsi, regalati da vari benefattori tra Grecia, Belgio, Gran Bretagna e Libano o acquistati con le offerte ottenute via web.

Com’è nata Echo Refugee Library?

A raccontarlo, sul sito ufficiale, sono gli stessi ideatori. Dopo la chiusura del confine tra la Grecia e la FYROM, la Repubblica di Macedonia, nel marzo 2016, oltre 50000 richiedenti asilo sono rimasti nel paese.

Loro malgrado, non tutti avevano la possibilità di lasciare la Grecia e di essere trasferiti in Europa ma spesso erano costretti ad attendere, sperando che il loro status fosse riconosciuto.

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In questo limbo fatto di incertezza e attesa, si inserisce l’iniziativa della biblioteca:

Il nostro progetto della Biblioteca dei rifugiati esiste per offrire loro opportunità di dotarsi di competenze e conoscenze per il futuro che sta al di là di questa lunga attesa. Queste persone sono affamate di volontà, di lavoro, di istruzione, la maggior parte sono ex studenti, operai specializzati e professionisti la cui vita è stata violentemente sradicata. Ci auguriamo di fornire loro il know-how necessario per portare la loro esperienza e conoscenza nella fase successiva dei loro viaggi” spiegano gli ideatori.

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L’idea nasce nell’agosto 2016, quando venne istituita la prima biblioteca nel campo Vasilika nella Grecia settentrionale. A novembre, invece si pensò di trasformarla in una sorta di libreria mobile in grado di servire più campi nella zona di Salonicco. Grazie agli sforzi di Keoma Zec, il gruppo di volontari è riuscito a trovare un minivan in Gran Bretagna, trasformandolo in una libreria mobile.

Dal maggio 2017, visto che molti rifugiati erano stati trasferiti ad Atene, la biblioteca è stata spostata nella capitale greca.

“Il nostro obiettivo nella creazione di queste biblioteche è quello di alimentare uno spazio di apprendimento e di creatività, un luogo dove coltivare la mente, una parte di noi che non può mai essere tenuta prigioniera. È un luogo in cui gli obiettivi e l’ambizione possono essere coltivati, indipendentemente dalla realtà triste del presente”,

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Non solo lettura. La Echo Refugee Library organizza anche lezioni e corsi, permettendo ai rifugiati di studiare e di acquisire nuove competenze.

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Francesca Mancuso

Foto

Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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