Nobel per la Pace, arriva la candidatura per i medici italiani impegnati nella lotta contro il Covid-19

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È stato il primo nel mondo occidentale a trovarsi ad affrontare una grave emergenza e per questo il personale sanitario italiano si meriterebbe il Premio Nobel. Ad avanzare la candidatura al più autorevole riconoscimento per la Pace 2021 è la Fondazione Gorbachev, che ha ricevuto il benestare da Oslo.

Alla base della candidatura vi è il fatto che “il personale sanitario italiano è stato il primo nel mondo occidentale a dover affrontare una gravissima emergenza sanitaria, nella quale ha ricorso ai possibili rimedi di medicina di guerra combattendo in trincea per salvare vite e spesso perdendo la loro”.

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Come prevede il protocollo della candidatura, la proposta è stata ufficialmente sottoscritta da un Nobel per la Pace, Lisa Clark, statunitense che vive in Toscana co-presidente dell’International Peace Bureau, organizzazione umanitaria premiata con il Nobel per la Pace nel 1910, e rappresentante italiana di Ican-Campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari, iniziativa che ha ricevuto il Nobel per la Pace 2017. 

Già in ottobre scorso aveva avanzato la proposta

L’abnegazione del Corpo sanitario ci ha commosso per settimane. E’ stato qualcosa da libro delle favole, da decenni non vedevano niente di simile. In quel periodo il personale sanitario non ha più pensato a se stesso ma a cosa poteva fare per gli altri con le proprie competenze”.

Il Comitato norvegese ha dato il suo parere positivo alla proposta, intanto testimonial dell’iniziativa è Luigi Cavanna, primario di oncoematologia all’ospedale di Piacenza, che si è tanto impegnato nel prestare soccorso ai malati Covid-19 nelle proprie abitazioni.

Fonte: Gorbachev Foundation

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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