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Maschere tradizionali africane: storia, significato e curiosità

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Chi le indossa abbandona temporaneamente la propria identità per tramutarsi nello spirito che la maschera rappresenta. E sotto nuove sembianze partecipa a rituali, sfilate e cerimonie spesso accompagnate da musiche e danze. 

Nella cultura tradizionale di diversi paesi africani, dal Burkina Faso alla Costa D’Avorio, dal Benin alla Sierra Leone, dal Ghana alla Nigeria ma anche altrove, le maschere celano infatti frequenti significati spirituali e religiosi. E gli artisti che le realizzano godono per questo di particolare prestigio. 

Le maschere per il volto, oggetti artigianali di indubbio fascino e di incredibile valore artistico, sono spesso di legno, talvolta dipinte con polveri naturali e decorate con vari elementi. Quelle che vestono tutto il corpo nascono da diversi materiali tra cui fibre naturali e sintetiche nonché oggetti di riciclo. Caratterizzate da una molteplicità di colori, si ispirano spesso nelle forme al mondo animale, ma anche a divinità, antenati, spiriti della natura.

Le maschere non sono quindi puramente decorative ma rappresentano spesso uno strumento per connettersi con il mondo altro. Utilizzate per scacciare il maligno, per ringraziare le divinità o gli antenati in caso di buoni raccolti, per celebrare eventi significativi o trasmettere insegnamenti. Altrove, in occasione di festival e vari eventi, rafforzano l’identità culturale delle comunità coinvolte. 

Secondo quanto riporta il Dallas Museum of Art, la tradizione afferma che sono gli spiriti stessi a scegliere in quale maschera incarnarsi e a comunicarlo attraverso i sogni. C’è chi opta per forme animali, chi preferisce forme ibride o addirittura creature totalmente immaginarie tradotte in maschere più astratte. 

Particolarmente interessata alle maschere tribali, alle tradizioni religiose e alle pratiche spirituali dell’Africa e di altri paesi, la fotografa Phyllis Galembo nel corso della propria carriera ne ha immortalate innumerevoli. Come le seguenti, provenienti dalla Nigeria, realizzate con foglie di banano e altri elementi naturali assemblati con creatività.

Ancora foglie, accompagnate da elementi in paglia, danno vita a queste singolari maschere del Burkina Faso. 

Mentre pezzi di cartone, vecchi sacchi e altri materiali di recupero compongono le maschere indossate dai bambini durante l’evento “Dodo masquerade”.

Palline e decorazioni natalizie insieme a tessuti riccamente decorati sono i protagonisti di queste originali maschere della Sierra Leone. 

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Laureata in Scienze dei Beni Culturali, redattrice web dal 2008 e illustratrice dal 2018, ha pubblicato per Giochidimagia Editore "Il sogno attraverso il tempo". Con SpiceLapis ha realizzato "Memento Mori, guida illustrata ai cimiteri più bizzarri del mondo".
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