Il libro della vita: il film d’animazione che prima di Coco aveva celebrato il Dia de Muertos

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Colori e teschi, decorazioni e fiori, altari, gli “altar de muertos” e un’avventura che attraversa la storia dei festeggiamenti in Messico. Del Dìa de los muertos, la festa dei morti messicana che celebra la vita, oramai conosciamo sempre più i meravigliosi dettagli, anche e soprattutto grazie a film d’animazione degli ultimi anni. A molti verrà in mente Coco, ma non tutti sanno che qualche anno prima del film targato Disney Pixar uscì nelle sale cinematografiche Il libro della vita (The Book of Life).

L’uno, quello di Disney, arrivò in Italia nel dicembre 2017, diretto da Lee Unkrich e Adrian Molina e prodotto dai Pixar Animation Studios; l’altro risale al 2014, fu diretto Jorge R. Gutierrez e prodotto da Guillermo Del Toro.

Ma cosa hanno in comune le due pellicole? Sembra praticamente tutto, ma vale la pena ripescarli e rivederli insieme ai nostri ragazzi in questi giorni in cui ricade la Festa di Ognissanti.

Coco vs Il libro della vita

Da quando la Pixar ha annunciato Coco come nuovo film ispirato alla celebrazione messicana del Giorno dei Morti, i paragoni con il film del 2014 The Book of Life da parte dei più attenti esperti sono stati inevitabili. La trama principale di entrambi i film è ambientata nel Dia de Muertos, entrambi raccontano di un giovane che vuole fare il musicista nonostante i diversi desideri della sua famiglia ed entrambi prevedono un viaggio nell’aldilà.

The Book of Life si apre con una guida del museo che insegna a un gruppo di bambini americani la storia del Dia de Muertos e cosa c’è veramente dietro. Racconta loro una storia che diventa poi la trama del film: tre bambini di nome Manolo, Maria e Joaquin risiedono nella città di San Angel. Nel Dia de Muertos, gli dei La Muerte e Xibalba fanno una scommessa che cambierà il corso della storia e le vite di tre bambini. Maria viene mandata in convento dal padre, Manolo diventa un riluttante (e poco bravo) matador con ambizioni da musicista e Joaquin diventa un guerriero come suo padre prima di lui. Entrambi sono innamorati di Maria. Le cose vanno fuori controllo quando Manolo, sentendosi rifiutato dalla sua famiglia e credendo che Maria sia morta, accetta di lasciare che Xibalba lo uccida con la scusa che Maria sia nell’aldilà ad aspettarlo. Il film si basa sul potere delle scelte dettate dall’amore (romantico, familiare e platonico) e sull’importnanza di onorare i propri cari perduti.

book of life

©Book of Life

Anche Coco ruota attorno al Día de Muertos: Miguel è un dodicenne messicano che vive in un villaggio vivace, ma fa parte di una famiglia di calzolai che odiano la musica. Per anni, infatti, i Rivera hanno vietato la musica pensando di aver ricevuto una maledizione: il bis-bisnonno di Miguel aveva abbandonato la moglie Imelda alcuni decenni prima, per seguire i suoi sogni di cantante, lasciando la donna alla guida della produzione dei Rivera, ora molto fiorente. Motivo per il quale, ogni contatto con la musica era stato bandito. Quando il ragazzino scopre un incredibile legame con il suo idolo, comincia a emularlo ed entra accidentalmente nel regno dei morti.

coco

©Coco

In un bellissimo e coloratissimo aldilà, Miguel incontra le anime della sua famiglia, tutte molto vivaci, compresa la bis-bisnonna Imelda. Da quel momento, la famiglia rifiuta qualunque legame con la musica. Ma Miguel cova il desiderio segreto d’intraprendere la carriera musicale, ispirato dal suo cantante preferito, lo scomparso Ernesto de la Cruz.

Accompagnato da uno spirito scheletrico e imbroglione ma amichevole chiamato Hector e dal suo inseparabile amico a quattro zampe, Miguel ne approfitta per andare in cerca di De La Cruz, cercando di guadagnare la benedizione della sua famiglia e di tornare nel regno dei vivi.

Come a dire: già visto! Entrambi i film sono ambientati durante la Festa messicana dei morti e hanno per protagonista un personaggio che sogna di suonare la chitarra e un parente che pone resistenza. Solo nel regno dei morti i protagonisti incontreranno le loro famiglie defunte ed entrambi dovranno affrontare una serie di avventure che li riporterà nel regno dei vivi.

Ma nel complesso, qualche differenza c’è: la famiglia di Manolo non vieta la musica come nel caso del povero Miguel. Manolo proviene da generazioni di famosi matador che morivano sempre in combattimento che non vuol seguire la stessa strada perché, essendo un’anima più sensibile, si immedesima con i tori e non vuole ucciderli. Questo fa infuriare suo padre, che si sente come se stesse abbandonando la tradizione e l’onore della famiglia a favore di quella che vede come una professione stupida per persone stupide. La famiglia di Miguel ha una ragione molto specifica per cercare di tenerlo lontano dalla musica, e anche se suona sciocco sulla carta, funziona molto bene nel film e crea conflitti interessanti. A differenza di Manolo e della sua famiglia in The Book of Life, la famiglia di Miguel non ha completamente torto. Certo, alla fine gli lasciano seguire la sua passione, ma impara che la famiglia viene prima e che ha bisogno del suo sostegno anche mentre insegui i tuoi sogni.

Quello che li unisce? Questi film sono pieni di colore e vita e vale la pena vederli entrambi. Coco, poi, ha una bellissima colonna sonora e il modo in cui le canzoni fanno da sfondo è estremamente romantico, mentre in The Book of Life alcune tracce originali sono mescolate con canzoni pop già note.

Una sfida all’ultimo sangue? Non proprio: quando Coco uscì Jorge R. Gutierrez, regista del Libro della Vita, fece i complimenti a tutto il team Disney.

Buona visione e buon Dìa de los muertos!

Fonti: ECG Production / My Movies

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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