Fiabe-relazioni-felici

C'era una volta...: bastano queste piccole parole per attivare, più o meno consapevolmente in ognuno di noi, un mondo immaginale. Luoghi fantastici, maghi buoni e orchi cattivi, principi e streghe, matrigne e principesse, pozioni incantate e difficoltà lungo il cammino che si risolvono grazie alla tenacia e a provvidenziali aiuti magici. Non è un caso.

Tutte le vecchie fiabe e storie attingono sì al patrimonio popolare ma, soprattutto, si collegano ai miti e, spesso, a profondi insegnamenti spirituali; custodiscono più livelli di significati e riescono a parlare quindi, contemporaneamente, alla nostra parte razionale, esperienziale ma anche al cuore e, in modo più sottile, alla nostra anima e al nostro Spirito (che, nelle favole, spesso sono rappresentati, rispettivamente, dalla principessa e dal “principe azzurro”). E il viaggio dell'eroe a cui sono chiamati certi protagonisti rappresenta la nostra esistenza, le sfide che attraversiamo, gli aiuti che ci vengono mandati dalla vita e che dobbiamo saper mettere a frutto, utilizzare nel modo corretto.

L'ascolto di una fiaba (soprattutto per i bambini ma - in realtà - ad ogni età) raccontata nel modo corretto (e senza sottolineare i momenti difficili) produce una serie di effetti interessanti: sollecita lo sviluppo del pensiero razionale e del pensiero fantastico, entrambi necessari per il corretto sviluppo mentale; arricchisce il linguaggio e la capacità personale di espressione e racconto; consente di avvicinarsi a situazioni difficili senza esserne protagonisti diretti e, in generale, contribuisce allo sviluppo emotivo ed affettivo personale e sociale, riconoscendo come diverse modalità relazionali (ad esempio la collaborazione oppure la gelosia) conducano a comportamenti e risultati finali differenti.

Le fiabe per... costruire relazioni felici. Un aiuto per grandi e piccini” (edito da FrancoAngeli) parte da qui. Scritto per i genitori ma anche per educatori, nonni, babysitter, insegnanti, allenatori - come spiegano Daniela Marinaro e Cristina Rota, le autrici – vuole sollecitare, coltivare, innaffiare nuove modalità possibili di stare insieme, di comportarsi reciprocamente: “Il libro descrive creativamente una serie di situazioni tipiche che coinvolgono adulti e ragazzi; per ognuna di esse, attraverso lo svolgimento di una fiaba, propone riflessioni e suggerimenti per valutare le nostre azioni, contestualizzare le reazioni dei più piccoli, gestire l'emotività, provare a trarre quindi il massimo beneficio e soddisfazione dal nostro compito di educatori”. Ponendo quindi le basi per costruire, insieme, relazioni felici.

Ad esempio sono le vicende dei Quattro Panda Rossi, nella Foresta delle Betulle Bianche, a raccontare complicità, litigi e gelosie tra fratelli che, come tutti i fratelli, si trovano “costretti” a condividere spazi, affetti e persino un pezzo di identità (si resterà sempre per qualcuno “il fratello o la sorella di...). Spiegano le autrici: “leggendo tra le righe della fiaba come genitori possiamo trovare spunti interessanti su come, quando e se intervenire per dirimere un conflitto tra i ragazzi, arrivando anche a identificare le motivazioni più profonde, e spesso individuali, che si celano dietro discussioni e liti; riusciamo ad avere maggiore consapevolezza delle differenze con cui trattiamo i nostri figli, legate molte volte più al nostro stato emotivo che non ai loro bisogni”.

Oltre alla fiaba, seguita da un'approfondita riflessione, in ognuno dei sette capitoli (dedicati alla vita in famiglia, alla relazione tra fratelli, alla coppia che si confronta con la presenza dei figli, alle problematiche con i compagni di scuola, alla vita sociale e sportiva) viene suggerita anche la visione di un film di animazione (sì, un "cartoon" che possa piacere a tutte le età) per avere ulteriori spunti di osservazione dei comportamenti tra noi e gli altri, di dialogo rispetto al tema affrontato.

libro fiabe

Quello che viene proposto, pagina dopo pagina, grazie e attraverso le fiabe è una co-costruzione di nuovi significati ma anche l'affermazione di una attenzione non banale, la voglia di una presenza e qualità delle relazioni, mai date per scontate. Impegnativo? Certo. Però solo così si possono costruire rapporti costruttivi e gratificanti; solo così può crescere la nostra competenza relazionale, sociale.

Disse Gilbert Keith Chesterton: “Le favole non dicono ai bambini che i draghi esistono. Perché i bambini lo sanno già. Le favole dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti”. Senza paura. Con determinazione, impegno e amore: il percorso suggerito, a grandi e piccini, in questo libro.

Anna Maria Cebrelli

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