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Sindrome dell’intestino irritabile o più comunemente colite, cos'è e cosa la scatena? Quello che è certo è che l’intestino è un organo dinamico e articolato in grado di assimilare e gestire tutto quanto provenga dal mondo esterno, trasformandolo, assorbendolo e sentendone gli stimoli.

Secondo gli esperti, soltanto analizzando e comprendendo il perché e il come l’intestino “sente” si può capire l’origine della Sindrome dell’intestino irritabile (IBS). Non a caso, infatti, l’intestino è anche detto “secondo cervello” e per funzionare bene deve poter ‘dialogare’ con il “primo cervello”.

È da questo assunto che inizia il lavoro di Andrea Lugli, laureato in Fitoterapia e in Chimica Industriale e docente di Moduli di Fitoterapia in due Master universitari, e di Giuseppe Ventriglia, medico di medicina generale con Master universitario in Fitoterapia, che nel loro libro “Colite. Qual è il problema?”, edito da Aboca Edizioni e distribuito nelle farmacie ed erboristerie, vogliono indagare sulle cause dell’IBS soffermandosi sull’importanza della cosiddetta “funzione di barriera intestinale”.

Funzione che, nel momento in cui va in tilt, rende le pareti intestinali troppo permeabili e lascia passare sostanze che possono generare uno stato di irritazione e di sensibilità che stanno alla base “del troppo sentire” dell’intestino. Da qui la cosiddetta “colite”.

La colite, dunque, è qualcosa di più di un semplice gonfiore e può avere un impatto importante sulla qualità della vita e sulla sfera lavorativa e sociale delle persone. Il suo iter diagnostico è spesso lungo e difficile e l’approccio terapeutico è di frequente segnato da una serie di tentativi che possono anche minare la fiducia del paziente rispetto alla possibilità di stare meglio. L’IBS è più frequente nelle donne, con un rapporto di circa 2 a 1, e si calcola che circa il 20% delle visite gastroenterologiche effettuate siano proprio a causa dell’IBS.

colite

Il libro di Lugli e Ventriglia si concentra allora su 3 temi: inquadramento clinico del gonfiore addominale e della Sindrome dell’intestino irritabile; cause alla base dei disturbi multifattoriali dell’IBS e possibilità d’intervento con sostanze naturali.

Il mondo vegetale, infatti, con le sue 200-300 mila specie, fornisce, secondo le ultime stime evidenziate nel libro, almeno 50 mila composti diversi (metaboliti secondari): una straordinaria biodiversità di strutture molecolari adatta ad affrontare disturbi complessi e multifattoriali.

Con questa guida speriamo di fornire al lettore uno strumento per orientarsi e per capire meglio quanto sia dinamico e complesso l’intestino. E per percepire anche le potenzialità d’intervento delle sostanze naturali nella cura della sindrome dell’intestino irritabile, che in tanti comunemente chiamano colite”, affermano gli autori del libro. “Gli interventi basati su complessi molecolari naturali possono dare un contributo significativo sia nei disturbi presi in esame sia in numerose altre problematiche del tratto digerente. L’approfondimento dei meccanismi alla base dei nostri problemi di salute, da una parte, e lo studio della complessità e potenzialità delle sostanze naturali, dall’altra, ci fanno intravedere un futuro ricco di prospettive”, concludono Andrea Lugli e Giuseppe Ventriglia.

 

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