Le librerie restano aperte anche nelle zone rosse: i libri sono “beni essenziali”, esultano librai ed editori

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Le librerie restano aperte anche nelle zone rosse e questa è una grande notizia dato che, forse per la prima volta, i libri sono stati considerati ufficialmente “beni essenziali”, al pari del cibo e di altri prodotti.

C’è grande soddisfazione da parte di tutti coloro che amano la lettura ma anche da chi ai libri ha dedicato tutta la vita, i librai appunto (ma anche gli editori) che, stavolta, hanno il permesso di rimanere aperti al pubblico anche se si trovano nelle zone rosse.

Come tutti ormai sappiamo, il nuovo Dpcm del Governo ha stabilito la chiusura, nelle zone più a rischio, di bar, ristoranti e negozi di beni non essenziali. Tra questi però non figurano le librerie che dunque possono continuare ad accogliere clienti, mantenendo ovviamente tutti gli standard di sicurezza (controllo degli accessi, igienizzazione degli scaffali, ecc.).

Le librerie sono citate nell’allegato 23, pubblicato nel Dpcm in Gazzetta Ufficiale, che indica i negozi che possono aprire anche se si trovano in una zona rossa in quanto forniscono servizi essenziali alle persone.

allegato 23 dpcm novembre parziale

La decisione di mantenere le librerie aperte è stata accolta con grande entusiasmo dall’Associazione librai italiani (ALI) e dall’Associazione Italiana Editori (AIE) che si erano battute per ottenere questo risultato, facendo capire che i libri sono effettivamente beni essenziali, ora più che mai.

“I libri sono beni essenziali e, soprattutto in un momento come questo, aiutano gli italiani a superare la solitudine e le difficoltà legate alle limitazioni della libera circolazione e della socialità: ringraziamo il Governo per aver tenuto conto dei nostri appelli, consentendo l’apertura delle librerie anche nelle zone rosse, e in particolare il ministro Dario Franceschini sempre attento alle esigenze del mondo del libro” hanno dichiarato il presidente di ALI Confcommercio, Paolo Ambrosini e il presidente dell’AIE, Ricardo Franco Levi.

Non è andata allo stesso modo in Francia, dove alle porte del lockdown annunciato, tantissimi cittadini si erano messi in coda di fronte alle librerie per acquistare prima della chiusura dei negozi.

Poco dopo era arrivato l’appello della sindaca di Parigi di non acquistare libri su Amazon per salvare le librerie della città, duramente colpite dalla crisi e di cui si chiedeva anche la riapertura.

Stavolta, forse un po’ a sorpresa, il nostro paese ha fatto una scelta diversa, a favore della cultura e dei libri. Sfruttiamola e acquistiamo in libreria per sostenere le attività del nostro territorio.

Fonte: Gazzetta ufficiale / ALI / AIE

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
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