Il leone di Bernini è stato sfigurato (e nessuno se n’era accorto)

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Manca praticamente tutto il mento: il leone della Fontana dei Quattro Fiumi del Bernini a Piazza Navona è stato sfregiato. A denunciarlo è stato uno storico dell’arte dopo una segnalazione. È l’ultimo oltraggio alla bellezza millenaria di Roma e dei suoi monumenti.

Non ha più lingua, né denti, né il labbro inferiore e né il ciuffo di pelo sottostante: il leone che sul lato orientale della fontana si sporge dalla cavità delle rocce per dissetarsi ai piedi della palma africana, tra le personificazioni dei fiumi Gange e Nilo, è completamente sfigurato. E il bello è che sinora nessuno se ne era accorto.

A lanciare l’allarme è stato sul suo blog su Huffingtonpost.it lo storico dell’arte Teodoro De Giorgio, dopo aver ricevuto la segnalazione da Martin Raspe, della Bibliotheca Hertziana.

Una porzione cospicua della mascella inferiore è svanita nel nulla. Non c’è più traccia della lingua, dei denti, del labbro inferiore e del ciuffo di pelo sottostante. Il leone ha perso la sua espressione. La sua originaria fierezza si è trasformata in mestizia”, scrive De Giorgio.

La cosa assurda è che dall’esame delle fotografie e dei video, che si possono tranquillamente reperire online, anche gli occhi più inesperti possono rilevare che il leone è stato danneggiato nella seconda metà del 2020, visto che fino al 21 giugno la sua testa risultava ancora integra.

Non è dato sapere che fine abbia fatto il frammento – dichiara ancora lo storico dell’arte. È fondamentale ritrovarlo per procedere, senza perdere ulteriore tempo, con il ripristino e il restauro. Per quanto, di quel leone ferito – scolpito dalle mani di Bernini in persona, come attestano le fonti – forse a nessuno importa realmente”.

Possibile che la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, che proprio al Palazzo Braschi di piazza Navona ha la propria Centrale di videosorveglianza dei siti storico-artistici di Roma Capitale (con telecamere installate nelle piazze, nelle strade e sulle fontane del centro storico), non se ne sia accorta?

Dopo la totale incuria che ha portato al rovinoso crollo dell’arco borbonico a Napoli, è questa la tutela delle memoria storica, artistica e architettonica che meritano le nostre più belle città?

Fonte: Roma Sparita/Facebook, Huffingtonpost

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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