I turisti stanno distruggendo le orme dei dinosauri di 200 milioni di anni fa

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Branchi di turisti, o meglio di vandali, distruggono le tracce lasciate dai dinosauri. Un pezzo di storia letteralmente cancellato presso il Red Fleet State Park, nello Utah.

I visitatori hanno distrutto lastre di arenaria contenenti tracce di dinosauri di 200 milioni di anni fa gettandole in acqua. I funzionari del parco sono preoccupati. Probabilmente, chi getta in acqua i massi neanche comprende fino in fondo la gravità del gesto.

Secondo i responsabili del parco, sono in corso vere e proprie razzie. I visitatori potrebbero non rendersi conto del vero potenziale delle rocce.

Josh Hansen, che lavora come manager presso l’Utah State Park, ha detto di essere rimasto scioccato nel vedere un ragazzo buttare via grandi quantità di arenaria nel lago mentre Hansen attraversava uno dei fiumi.

Alcune tracce sono molto visibili ma altre non lo sono. Questo è il motivo per cui è importante non toccare alcuna roccia del parco dei dinosauri” precisa Hansen.

Si tratta di uno dei parchi più importanti degli Stati Uniti, visitato dalla gente di tutto il paese. Con il deterioramento del sito, le persone stanno sottraendo agli altri la possibilità di toccare con mano la storia. Ma non solo. Questo atto costituisce anche un crimine.

“È illegale spostare le rocce che contengono le impronte”, ha detto Hansen.

Il problema è aumentato negli ultimi sei mesi. Sono almeno 10 i resti di dinosauri vandalizzati solo di recente. Il personale del parco sta aggiungendo ulteriori cartelli per aiutare le persone a capire che le rocce non vadano toccate.

Aiutaci a mantenere l’area preservata e bella per i visitatori di domani e per le generazioni a venireè l’appello del parco.

Devan Chavez, portavoce della Utah Division of State Parks, ha spiegato che la questione è diventata un problema serio.

Consapevolmente o no, stiamo cancellando il nostro passato.

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Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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