I proventi del libro di Nadia Toffa saranno tutti devoluti ai malati della Terra dei fuochi

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Il suo nome resta legato alla Terra dei fuochi, alle sue inchieste condotte in quel territorio martoriato: Nadia Toffa, scomparsa lo scorso agosto per un cancro, continua a far parlare di sé e l’uscita del suo libro postumo, “Non fate i bravi“, pone una serie di riflessioni e mille interrogativi.

Una sorta di diario di bordo degli ultimi mesi di vita, “Non fate i bravi” (edito da Chiarelettere), è una raccolta di pensieri di vita, di karma, di “errori che vale la pena commettere“, di “nuvole” e di “granelli di sabbia“, come scrive lei stessa. Tutto messo insieme da sua madre Margherita.

Il suo desiderio era che quei testi venissero prima o poi pubblicati, per tentare di essere se stessa fino alla fine, e oggi sono diventati quel libro i cui proventi, dichiara mamma Margherita ospite in diverse trasmissioni televisive, andranno in beneficenza.

Come reso noto da Il Mattino, la donna ha infatti deciso di devolvere interamente i ricavati del libro di Nadia alla ricerca per aiutare le persone malate della Terra dei fuochi, nel tentativo di portare avanti la sua battaglia.

libro nadia toffa

Negli ultimi anni, di fatti, la Toffa, spesso accanto a don Patriciello (leggi qui la nostra intervista a Maurizio Patriciello), aveva combattuto per i diritti dei bimbi colpiti dal cancro, si era impegnata portando avanti delle indagini per fare chiarezza, per trovare i nomi dei colpevoli e dare a quei bimbi strutture adeguate in cui potessero essere curati. Qui sotto uno dei tanti suoi servizi:

I bimbi della Terra dei fuochi

Non sarà certo un libro a risolvere le sorti di questa Terra piegata in due – per decenni – da rifiuti tossici e discariche abusive. Lo dicono oggi tutti in coro. Probabilmente è vero, ma almeno se ne parla, soprattutto all’indomani della morte dell’ultimo piccolo angelo, Mario, di soli 6 anni.

Qui si muore e non c’è discussione che tenga. Da sempre, ogni giorno, è una lotta, fatta di tumori incurabili, di morti, di denunce di discariche che non devono esserci e di incendi appiccati dolosamente. Qui, nella Terra dei fuochi, dove si trova di tutto, dagli pneumatici ai teloni di plastica usati per coprire le serre, dai pannelli di eternit agli scarti dei laboratori calzaturieri e tessili dei dintorni, sono state sepolte tonnellate di rifiuti tossici.

Partendo dal 2002 Legambiente ha censito 119 inchieste giudiziarie sui traffici di rifiuti diretti alle discariche legali e illegali nel napoletano e nel casertano. Complessivamente sono state 8 le procure che si sono messe sulle tracce dei trafficanti, portando alla denuncia di 734 persone e all’arresto di 447, coinvolgendo 177 aziende. Tra le tipologie di rifiuti predilette dai trafficanti ci sono i fanghi industriali e i rifiuti speciali contenenti materiali metallici. L’ultima operazione giudiziaria è dell’agosto del 2019, quando i droni dell’esercito hanno individuato e consentito di sequestrare un deposito abusivo di oli esausti.

I roghi di rifiuti sarebbero calati segnando nel 2018 un meno 25% rispetto al 2017, mentre si registra un forte aumento dei controlli, con quasi il 50% delle aziende sequestrate per violazioni delle norme sui rifiuti. In particolare, in provincia di Napoli vi sono stati oltre 317 roghi in meno rispetto al 2017, mentre in provincia di Caserta gli interventi dei Vigili del fuoco sono stati 150 in meno.

Ma c’è un ma: questo territorio ormai ha un male sin nelle viscere.

Secondo il rapporto dell’Istituto superiore della sanità del 2016, nella zona l’incidenza di tumori negli uomini è superiore dell’11% rispetto alla media nazionale, e nelle donne del 9%. Nei 55 comuni della Terra dei fuochi è stata rilevata “un’elevata mortalità per un insieme di patologie neoplastiche” e “un’elevata prevalenza alla nascita di malformazioni congenite”.

Quanto alla salute infantile, il quadro che emerge dai dati di ospedalizzazione segnalano un eccesso di bambini ricoverati nel primo anno di vita per tutti i tumori (sia in alcune province di Napoli che in altre di Caserta) e, per quanto riguarda i tumori del sistema nervoso centrale, si registra un eccesso di ospedalizzazione nella provincia di Caserta, mentre quanto alla fascia di età 0-14 anni si osserva un eccesso di ospedalizzazione per leucemie in provincia di Caserta.
Nella provincia di Napoli, servita dal Registro Tumori, si è osservato un eccesso di incidenza per tumori del sistema nervoso centrale nel primo anno di vita e nelle classi d’età 0-14.

Ora, è vero che non sarà il libro postumo della Toffa a cambiare le cifre, ma è bene sapere che anche i proventi delle vendite saranno devoluti alla Fondazione Nadia Toffa per la ricerca e la cura del cancro e che potete trovare il volume in tutte le librerie oppure negli store online Amazon e Ibs.

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Germana Carillo

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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