La brutta figura (che non ti aspetti) del Festival della Bellezza

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Tutto va male allo stesso tempo”. Sembra ispirata alle sarcastiche Leggi di Murphy la breve storia triste di un festival che, dedicato all’eros e alla bellezza, si scorda una cosa essenziale: chiamare a rapporto le donne. Proprio così e non potevamo esimerci dal condividere i commenti in negativo che in queste ultime ore hanno sommerso gli organizzatori del Festival della Bellezza di Verona (patria di Giulietta), in programma fino al 19 settembre. La loro colpa? Aver scelto esclusivamente relatori uomini.

Dei 26 nomi in cartello (con tanto di figura di una minorenne nella grafica, ma su questa dopo viene il bello…), infatti, solo due sono quelli femminili: l’attrice Jasmine Trinca intervenuta in apertura, il 28 agosto scorso, e Gloria Campaner, che il prossimo 18 settembre sarà al fianco Alessandro Baricco nel racconto-concerto Beethoven, l’eccesso e il sublime.

Per il resto è tutto uno sciorinare di voci maschili, un tiepido e devoto rosario sgranato solo ed esclusivamente da uomini, con buona pace per la parità di genere, per l’eguaglianza e tutte queste belle cose qui.

Si va da Alessio Boni a Stefano Bollani ed Edoardo Bennato, da Massimo Cacciari a Massimo Recalcati, ci sono persino Vittorio Sgarbi e Morgan (ed era stato invitato anche il compianto Philippe Daverio) , fino alla serata di chiusura che è affidata a Gianni Morandi e Michele Serra. Non manca nessuno. Maschioni d’ogni genere e d’ogni pensiero a parlar di bellezza.

programma festival bellezza

©Festival della bellezza

Il Festival della Bellezza

Si tratta di una rassegna giunta quest’anno alla sua settima edizione organizzata dall’associazione culturale Idem in collaborazione con il Comune di Verona, la Regione Veneto, il gruppo editoriale Athesis e Gianmarco Mazzi, amministratore delegato di Arena di Verona srl.

Nello statuto di Idem si legge che l’associazione “intende promuovere riflessioni sulle nostre identità in divenire, sulle creazioni culturali e artistiche che delineano gli orizzonti di senso dell’esistenza” e che “propone occasioni di incontro e di confronto, soprattutto tra i giovani, spettacoli e pubblicazioni, con la curiosità e il piacere della ricerca e della bellezza”.

La lettera di GIULIA (GIornaliste Unite LIbere Autonome)

È GiULiA (GIornaliste Unite LIbere Autonome), un’associazione nata nel 2011 con l’intento di “difendere la democrazia e la libertà di informazione”, a “prendere carta e penna” e a scrivere all’organizzazione del Festival di Verona.

Abbiamo rilevato, con grande stupore, la quasi totale assenza di relatrici nel vostro festival, in tempi in cui tutti i rappresentanti del mondo della cultura (o della scienza o altro) si spendono perché si raggiunga l’equità tra uomini e donne”, si legge nel lungo post pubblicato su Facebook.

Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni in merito al panel essenzialmente maschile del Festival della Bellezza, da colleghe giornaliste e non solo, anche attraverso la Commissione pari opportunità della Federazione della Stampa.
Siamo sconcertate e imbarazzate per questa vostra scelta, che denuncia mancanza di sensibilità, di curiosità e di voglia di innovazione. Le donne esperte in tutti i campi del sapere sono moltissime e ormai anche molto note ( se volete possiamo aggiungere di cercare sul sito “100esperte.it”…).
Parlerete di Eros e bellezza. Di amore. Al maschile? È questo secondo voi il mondo che ci circonda e che ci aspetta?”

…e il caso della locandina

Come dicevamo, se tutto può andar male allo stesso tempo, lo farà. E così allo scivolone della pressoché totale assenza di donne nel programma, si unisce un’altra trovata geniale: gli organizzatori del Festival hanno infatti scelto di inserire nel logo l’immagine di una fanciulla di cui non avrebbero i diritti.

Si tratta di un’immagine dell’artista americana Maggie Taylor, il cui commento non si fa attendere e dal suo profilo dichiara: “Un fan del mio lavoro mi ha appena avvisata che un festival a Verona, in Italia, sta usando illegalmente molte delle mie immagini per i loro poster e sito web. È anche controverso: un festival su eros e bellezza e stanno usando la mia immagine ‘Ragazza con un abito da api’ di una minorenne… Che schifo è una flagrante violazione del copyright!”.

Le repliche degli organizzatori

La direzione del Festival – torna a postrare GiULiA – anziché risponderci direttamente ha emesso un comunicato in cui dice che ‘Molte altre figure femminili sono state invitate, ma non se la sono sentita di intervenire in un periodo difficile in un contesto particolare come l’Arena di Verona’. Nei detti regionali si dice peggio il rammendo del buco”.

Quanto al logo, si dichiarano dispiaciuti:

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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