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Archeologi egiziani riportano alla luce 110 rarissime tombe antecedenti al periodo dei Faraoni

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Dopo il ritrovamento dell‘antica città dell’oro perduta di Luxor, l’Egitto continua a regalare sorprese e ad affascinare il mondo intero. In questi giorni gli archeologi egiziani hanno portato alle luce 110 tombe rare risalenti a tre epoche diverse. La straordinaria scoperta è avvenuta nell’area archeologica di Koum el-Khulgan, nella provincia di Dakahlia, a circa 150 chilometri dal Cairo. Alcune delle tombe sono estremamente antiche e appartengono al Periodo Predinastico, quindi prima dei Faraoni. 

I dettagli della scoperta 

Delle 110 tombe, alcune delle quali contenenti resti umani, 68 presentano una forma ovale e risalgono al Periodo Predinastico (iniziato intorno al 3000 a.C.), ovvero la fase precedente alla formazione dello Stato unitario egizio. Altre 37, invece, di forma rettangolare, appartengono secondo Periodo Intermedio, compreso tra il Medio Regno ed il Nuovo Regno e caratterizzato da lotte interne e dall’invasione degli Hykos. Le restanti cinque, di forma ovale,  risalgono al periodo di Naqada III (che va approssimativamente dal 3200 a.C. fino al 3000 a.C.).

“Questo è un cimitero estremamente interessante perché combina alcuni dei primi periodi della storia egiziana con un’altra epoca importante, l’epoca degli Hyksos” – spiega Salima Ikram, egittologa presso l’Università americana del Cairo. – “Gli egittologi stanno lavorando per capire come hanno vissuto insieme gli egiziani e gli Hyksos e in che misura i primi hanno acquisito le tradizioni egiziane”.

All’interno delle tombe sono stati rinvenuti anche diversi corpi in posizione accovacciata, tra cui quello di un bambino. Inoltre, il team di archeologi ha trovato anche diversi oggetti come vasi cilindrici e gioielli. 

“La missione ha anche trovato un gruppo di forni, stufe, resti di fondamenta di mattoni di fango, vasi di ceramica e amuleti, in particolare scarabei, alcuni dei quali erano fatti di pietre semipreziose e gioielli come orecchini” spiega il Ministero del turismo e delle Antichità dell’Egitto in una nota. 

Questa nuova scoperta restituisce un altro importante tassello per ricostruire la storia di un popolo che, a distanza di secoli, continua ad ammaliare e incuriosire. 

Fonte: Ministry of Tourism and Antiquities/Reuters

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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