Il gigantesco murales ispirato a Van Gogh realizzato con 200 mila tappi di plastica a Caracas

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Quando la spazzatura diventa un’opera d’arte e colora le zone più grigie della città

L’arte può portare il suo contributo nella sensibilizzazione sull’importanza del riciclo? La risposta si trova nell’ultima creazione dell’artista venezuelano Oscar Olivares, che ha realizzato un murales ecologico utilizzando  scarti di bottiglie e oltre 200 mila tappi di plastica.

L’opera e si trova a Caracas, nel quartiere di El Hatillo. La realizzazione è stata possibile anche grazie al contributo della ONG Okospiri e del Movement in Architecture for the Future.

Un’opera ibrida, che riesce a sintetizzare elementi  prettamente ispirati all’arte e allo stile di Van Gogh, a immagini che richiamano la peculiare cultura del luogo.  Il murale raffigura la città di Caracas di notte dove nel cielo volteggiano due UFO, raffigurazioni della connessione tra l’essere umano e lo spazio.  Ai girasoli che richiamano anch’essi l’artista olandese si contrappongono quattro pappagalli ara di diverse dimensioni e un Araguaney, l’albero nazionale del Venezuela. Nella firma “Oko-mural”,  anche un piccolo omaggio alla ONG OkoSpiri.

Questo ecomurale, un ottimo esempio di riqualificazione urbana, è uno dei più grandi  del Sud America e il primo in Venezuela: ha un’altezza che varia tra i 3,5 e i 7 metri ed è lungo 45 metri. Olivares, aiutato da un team di operai, ha impiegato 3 mesi per completare la sua coloratissima opera.

Durante il processo creativo  sono stati coinvolti anche i passanti: chiunque si fosse imbattuto nel vedere l’artista all’opera avrebbe potuto contribuire alla realizzazione, portando il materiale necessario o inserendo uno o più tappi. Come ha dichiarato Olivares:

La parte più stimolante è qualcosa che non si vede davvero nel murale: la preparazione. In particolare, dovevo raccogliere i tappi dei colori necessari, specialmente quelli gialli. Come ho detto, questa non è arte fatta da un artista, ma arte fatta da persone comuni.

Ed è proprio il coinvolgimento umano ad impreziosire l’opera e renderla coerente con il suo scopo: stabilire un contatto umano per sensibilizzare le persone alla salvaguardia dell’ambiente, facendo riflettere sull’importanza del riciclo, perché ognuno di noi nel suo piccolo può dare un contributo per realizzare l’opera più importante: la salvaguardia del nostro meraviglioso pianeta.

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Redattrice su temi della sostenibilità sociale e ambientale. Laureata con lode in filosofia, ha conseguito un master di II livello in Rendicontazione Innovazione e Sostenibilità. Ha maturato esperienza nella comunicazione e nell’organizzazione di eventi presso enti profit e no profit.
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