Don Giovanni di Mozart: a Reggio in scena con magici e moderni fondali astratti

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Gli ingredienti del successo c’erano davvero tutti: un cast stellare, la perfetta sobrietà della scenografia con moderni fondali astratti, un pubblico attento e partecipe, la musica divina e senza sosta. Il ‘Dissoluto punito ossia il Don Giovanni”al Teatro Cilea di Reggio Calabria, in una produzione originale di Associazione Traiectoriae in collaborazione con Orlin Anastassov Foundation e New Bridge Artists, ha lasciato con il fiato sospeso.

Tre giorni in scena per il dramma giocoso del Don Giovanni inserito, inserito nella rassegna “Reghium opera music Festival”, nata dalla collaborazione tra “Città di Reggio Calabria – Alziamo il sipario”, associazione Traiectoriae e l’orchestra e il coro del teatro Cilea.

Una produzione che ha unito Italia e Bulgaria anche nella scelta dei protagonisti. Nel cast, si sono alternati nei ruoli di Don Giovanni e di Leporello, rispettivamente Roberto Scandiuzzi e Orlin Anastassov; Paoletta Marrocu in quello di Donna Elvira mentre Liliana Marzano nei panni di Donna Anna. Didier Pieri in quelli di Don Ottavio e Vedat Algiran il Commendatore. Alexandra Zabala e Savatore Grigoli invece Zerlina e Masetto.

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Per questa versione sul podio dell’orchestra e coro Cilea, solitamente istruito dal Maestro Bruno Tirotta, a dominare la scena è stato il Maestro Gianna Fratta. La regia firmata a quattro mani da Franco Marzocchi e Sofia Lavinia Amisich.

“Siamo molto soddisfatti dell’accoglienza che il pubblico ha tributato a questa compagine di eccelsi professionisti che hanno onorato il Teatro Cilea di Reggio Calabria che ha potuto risplendere come la sua tradizione insegna”, spiega il regista Franco Marzocchi.

La storia è quella che tutti conosciamo, Don Giovanni e la sua turbolenta vita amorosa di cui è succube anche Leporello, il suo servitore. È così che Donna Anna, Donna Elvira e la contadinella Zelina saranno a turno ingannate dall’ammaliatore. Di contorno, preziosi costumi settecenteschi e la sobrietà della scenografia che ha così focalizzato l’attenzione su ruoli e personaggi.

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“È un piacere lavorare con professionisti di tale livello. Tutto si realizza quasi magicamente. Mi preme però segnalare lo straordinario rapporto fra i preziosi costumi d’epoca disegnati da Alessandro Lai e i fondali astratti realizzati da Gianni Melis e Emiliano Pascucci partendo dalle pitture di Angelo Ciano. Hanno dato un alone di atemporalità trascendente a tutta l’opera”, dice la regista Sofia Lavinia Amisich.

Sul palco, una scena minimale, ricca di luci e video astratti senza elementi di disturbo.

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“È un onore per me aver contribuito a rendere possibile nella mia città natale, Reggio Calabria, un evento di tale spessore. Stiamo cercando di restituire al Teatro Cilea la sua dignità, facendo onore ai passati fasti che hanno visto Pavarotti e Callas, agli inizi delle loro carriera, calcare le sue scene. Siamo sicuri che il pubblico non perderà quest’occasione di farsi nutrire da tanta qualità”, chiosa Domenico Gatto direttore artistico assieme a Renato Bonajuto.

Don Giovanni, storia e personaggi

Il Don Giovanni è la seconda delle opere nate dalla collaborazione fra Mozart e Da Ponte, dopo Le Nozze di Figaro. L’opera debuttò il 29 ottobre 1787 a Praga, suscitando subito un grande entusiasmo, costituendo per il compositore un piccola rivalsa nei confronti di Vienna, dove l’opera venne invece accolta con freddezza.

Il Don Giovanni viene definito come “dramma giocoso”, in realtà con il termine “dramma” veniva utilizzato nelle opere buffe come sinonimo di “azione teatrale”; nulla a che vedere dunque con una componente drammatica.

Il fascino proprio del Don Giovanni, resiste ancora oggi, infatti l’opera spesso viene sviscerata e adattata. La vicenda di Mozart e Da Ponte è quella nota del giovane cavaliere estremamente licenzioso alle prese con conquiste e serenate, macchinazioni e travestimenti che si concluderanno con la sua morte. Al fianco di Don Giovanni c’è Leporello: servo fedele, personaggio buffo e giocoso.

Nel primo atto, Leporello fa da sentinella al suo padrone Don Giovanni, entrato in casa di Donna Anna per sedurla, travestito da fidanzato di lei, Don Ottavio. Donna Anna, accortasi dell’inganno urla; suo padre, il Commendatore, accorre e sfida Don Giovanni a duello. Don Giovanni lo uccide.

Don Giovanni fugge con Leporello e s’imbatte in Donna Elvira (conquista precedente di Don Giovanni, ancora invaghita di lui e desiderosa di redimerlo). Don Giovanni riesce a defilarsi mentre Leporello tenta di consolarla dicendole che non sarà né la prima né l’ultima e le enumera minuziosamente tutte le donne sedotte dal suo padrone. Intanto Don Giovanni s’imbatte in un corteo nuziale e si invaghisce immediatamente della sposa Zerlina, che si lascia corteggiare dalle lusinghe e dalle promesse del Cavaliere. «Là ci darem la mano, / Là mi dirai di sì» canta il libertino alla ragazza, rapita dal suo fascino, in uno dei duetti più famosi della storia dell’opera.

Proprio quando Zerlina sta per cedere, arriva Donna Elvira che la mette in guardia. Arrivano anche Donna Anna e il suo fidanzato Don Ottavio che chiedono a Don Giovanni di aiutarli a cercare l’assassino del Commendatore.

Intanto Donna Elvira continua a inveire contro Don Giovanni e questi imbarazzato si giustifica dandole della matta. Ma è proprio ascoltando il suono della sua voce che Donna Anna riconosce l’assassino del padre e lo comunica al fidanzato Don Ottavio.

Masetto, lo sposo di Zerlina, è infuriato con questa, perché stava per cedere a Don Giovanni, ma Zerlina giura che non è successo niente.

Don Giovanni organizza una festa in onore di Masetto e Zerlina e invita tutti. Don Ottavio, Donna Anna e Donna Elvira partecipano mascherati.

Leporello distrae Masetto; Don Giovanni prende Zerlina in disparte e tenta di sedurla; lei grida e tutti accorrono. Don Giovanni accusa Leporello, ma Don Ottavio, Donna Anna e Donna Elvira, gettate le maschere, accusano Don Giovanni, che però riesce a fuggire.

Nel secondo atto, Leporello è arrabbiato con il suo padrone, perché lo ha accusato ingiustamente; dichiara di volere andare via, ma Don Giovanni lo convince a restare e lo coinvolge in un’altra delle sue imprese amorose: chiede al suo servo di scambiare con lui gli abiti perché vuole conquistare la cameriera di Donna Elvira.

Donna Elvira vede Leporello e lo scambia per Don Giovanni, che intanto è sotto il balcone a cantare una serenata alla cameriera. Arriva Masetto con altri contadini: sta cercando Don Giovanni per ucciderlo. Don Giovanni, che ha indosso i vestiti di Leporello, riesce a non farsi riconoscere, disarma Masetto e lo picchia; poi fugge.

Passa di là Zerlina: vede il suo Masetto e corre da lui, che le dice che è stato Leporello a picchiarlo.

Intanto Leporello, all’oscuro di quanto è appena accaduto, sta cercando di divincolarsi da Donna Elvira. Arrivano Don Ottavio, Donna Anna, Masetto e Zerlina che, scambiandolo per Don Giovanni, vogliono ucciderlo.

Leporello rivela la sua vera identità: Don Ottavio lascia la compagnia per cercare Don Giovanni; Donna Elvira accusa Leporello di averla ingannata; Donna Anna di essere complice di Don Giovanni; Zerlina di aver picchiato il suo Masetto.

Leporello fugge, Masetto chiarisce che a picchiarlo è stato Don Giovanni con indosso i vestiti di Leporello.

Leporello e Don Giovanni si rincontrano al cimitero e si rimettono ciascuno i propri abiti. Don Giovanni racconta a Leporello l’avventura capitatagli: una donna, scambiandolo per Leporello, lo ha abbracciato e baciato. Leporello è stizzito: probabilmente si trattava di sua moglie. Don Giovanni ride divertito.

All’improvviso si sente una voce terribile: la statua del Commendatore ha parlato! Si trovano infatti vicino alla tomba del padre di Donna Anna ucciso da Don Giovanni. Leporello ha paura, mentre Don Giovanni, per nulla intimorito, trova la cosa divertente e dice al servitore di invitare la statua a cena.

Don Ottavio chiede a Donna Anna di sposarlo, lei gli risponde che accetterà solo dopo che la morte del padre sarà stata vendicata.

Don Giovanni è a tavola e sta cenando. Arriva Donna Elvira e lo supplica di pentirsi di tutte le sue malefatte. Don Giovanni non ci pensa proprio e Donna Elvira va via amareggiata, ma poco dopo la si vede tornare indietro: sta scappando mentre urla spaventata.

Leporello va alla porta e vede che c’è la statua del Commendatore. Spaventato, si nasconde sotto il tavolo, mentre il libertino gli va incontro e gli stringe la mano. La statua del Commendatore gli chiede di pentirsi. All’ennesimo «no» in risposta all’ultima esortazione al pentimento Don Giovanni, avvolto dalle fiamme dell’inferno, sprofonda con il suono dell’orchestra e del coro. L’ultima scena vede tutti i personaggi che concludono: «Questo è il fin di chi fa mal».

Dominella Trunfio

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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