Cosa si mangia nel mondo in un giorno? Culture e tradizioni nel nuovo libro di Menzel

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Sono una nostra vecchia conoscenza. Il fotoreporter Peter Menzel e sua moglie Faith D’Aluisio ci hanno già deliziato con Hungry Planet: What the World Eats, una raccolta fotografica su come mangiano le famiglie nel mondo. Un viaggio all’insegna delle culture culinarie e delle abitudini settimanali. Questa volta però è stato documentato ciò si mangia nel mondo in un solo giorno, scoprendo da vicino i particolari aspetti dell’alimentazione in determinate categorie di persone.

La vecchia raccolta ha approfondito il modo in cui le abitudini alimentari variano da paese a paese. I due coniugi hanno visitato 24 paesi e sono stati ospiti di 30 famiglie che hanno permesso loro di fotografarle in casa, al mercato, e circondati dalle loro scorte di cibo settimanale.

Menzel e D’Aluisio, entrambi californiani, hanno trascorso altri tre anni viaggiando in 30 paesi venendo a contatto con un gran numero di culture e persone per documentare ciò che mangiano. Il risultato è un affascinante studio delle persone e delle loro diete culminato in un libro fotografico mozzafiato intitolato “What I Eat: Around The World In 80 Diets“, dove Menzel mostra 80 profili diversi tra loro: dal lottatore giapponese di sumo alla pastorella Massai, dal cacciatore artico al sadhu indù, un asceta indiano, e ancora i rifugiati sudanesi in Ciad, un pastore tibetano, una sarta del Bangladesh e un veterano di guerra ferito in Iraq. Ogni immagine è accompagnata da una descrizione dettagliata dei pasti e da un breve saggio sulla politica alimentare e sulle “ossessioni” culturali.

Le fotografie di Menzel sono infatti accompagnate dai testi di D’ Aluisio, che delinea ogni dieta, ma ne dà anche il contesto culturale. I profili sono organizzati per calorie consumate al giorno, a partire dal pastore keniano Masai che assume solo 800 calorie principalmente sotto forma di polenta fino alla mamma inglese che, a causa di un disturbo alimentare, fagocita 12.300 calorie al giorno di cibo spazzatura.

E poi le foto mostrano e spiegano ad esempio perché Millie Mitra in India beve la propria urina: si tratta di una pratica chiamata Shivambu, descritta nei testi antichi come depurativa e curativa.

O ancora, il pasto di un apicoltore Lettone che consiste principalmente in polpette di carne di maiale fatte in casa e patate bollite, mentre una casalinga dello Yemen mangia carne di montone e stufato di verdure aromatizzato con fieno greco. Vi è poi il coltivatore di riso vietnamita che non può fare a meno a colazione degli spaghetti di riso in salsa di pesce.

Ce n’è per tutti i gusti. Spostandosi dall’altra parte del mondo, un pescatore brasiliano consuma un enorme quantità di calorie, circa 5.200 calorie al giorno ma riesce ad assicurarsi una corporatura media. Merito della qualità del cibo che assume: latte, un intero pesce d’acqua dolce, fagioli e tagliatelle. A confronto il pasto di un camionista americano fatto di cheeseburger e cibi fritti, è tutt’altro che salutare.

Francesca Mancuso

Foto: Menzelphoto

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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