3:45 PM: il cortometraggio che tutti dovrebbero vedere per “pensare meno” e vivere più sereni

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Si chiama “overthinking”, per dirla con gli inglesi, ovvero quell’ammasso di pensieri che spesso ci affollano la mente e che non ci fanno vivere sereni. Un “pensare troppo” che ci porta a rimuginare, rigirare, mescolare pensieri su pensieri. E il peggio è che quasi sempre (leggi sempre) non si arriva mai a una conclusione. E invece, cosa succederebbe se ci facessimo scivolare tutto addosso e cominciassimo a vivere qui e ora?

Ha provato a spiegarlo la giovane artista dell’animazione Alisha Liu dell’Istituto delle arti della California, il CalArts, che nel suo cortometraggio 3:45 PM – con musica di Ryan Yoshikamui – ha messo tutto dentro: la gioventù, una grande città, l’immenso cosmo.

In poco più di due minuti, da un pic-nic al parco si arriva a un puntino nello spazio, un vero viaggio intergalattico, proprio come quelli che metaforicamente facciamo quando non freniamo i nostri pensieri e ci perdiamo il presente.

Il cortometraggio

Central Park, New York. Due ragazze sono su un plaid nel bel mezzo di un prato, tutt’attorno gente che passeggia e riposa, il loro vocio e la città che continua a vivere. Una delle due sprofonda in una contemplazione e, zac, divaga in un attimo.

Ehi, hai mai pensato a come tutto sia — uh, niente, lascia perdere”, dice una all’altra a un tratto. Ma poi, spinta dall’amica, si lancia in un monologo esistenzialista: “Come tutti noi, qui, seduti in questo parco. Questo parco un giorno non ci sarà più, e poi anche la città”.

video Alisha Liu

©Alisha Liu

E via verso un volo. Dal loro punto, si viaggia su, verso l’alto, sempre più su, fino a toccare l’universo e il desiderio forte di voler percepire il senso della vita. Qual è il senso del mondo in cui viviamo? Dove stiamo andando e qual è la ragione di questa corsa ostinata?

Domande lunghe e complesse, che trovano un’interruzione solo nel momento in cui l’amica invita la ragazza a cogliere piuttosto la bellezza del qui e ora, trattenendola da quel “troppo pensare” che mai avrà risposta. E la scena torna in picchiata su di loro, a significare che è necessario farlo, è necessario interrompere il flusso dell’overthinking se vogliamo campare sereni e tornare a confrontarci col presente.

video Alisha Liu

©Alisha Liu

Sono letteralmente — che ore sono? — le 3:45 in questo momento, di una domenica pomeriggio, siamo sedute qui a Central Park, provando soltanto a goderci un buon picnic!”.

Morale? “Spegnete” il cervello quando potete e quando sentite che serve, per ritrovare il buonumore e il gusto di qualcosa che abbiamo ora tra le mani.

Qui trovate i nostri consigli su come smettere di pensare troppo per vivere meglio.

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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