Compie 36 anni ‘La storia infinita’, il film che ha fatto sognare una generazione in groppa al Fortunadrago

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Il film della storia infinita ha da poco compiuto 36 anni. Una notizia che farà sentire un po’ più vecchi i nostalgici e appassionati degli anni ’80. Era il Il 6 aprile 1984, quando l’adattamento cinematografico del celebre romanzo fu pubblicato per la prima volta in Germania, dove era stata fatta gran parte della sua registrazione. Il film cult divenne presto un successo ai botteghini di tutto il mondo, destinato a segnare un’intera generazione. Diretto da Wolfgang Petersen,  è stato trasmesso negli USA  il 20 luglio e in Italia arrivò il 6 dicembre dello stesso anno.

È forse da lì che è nata la passione per la lettura di molti ragazzini degli anni ‘80, quella scena in cui il piccolo Bastian si rifugia in una soffitta per leggere un libro dalla copertina di cuoio e con uno strano medaglione sopra. Da lì, dal buio polveroso di quella stanza, Bastian (e non Bastiano come nel libro) parte per un viaggio fantastico. La missione di ogni libro che si rispetti.

Era il quando “La storia infinita”, di produzione tedesca, uscì nelle sale (e ora è disponibile su NetFlix). Da allora è diventato uno dei film cult anni ’80, insieme agli statunitensi  “Ghostbusters”, “Indiana Jones e il tempio maledetto”, “Gremlins” o “Karate Kid” che uscirono nello stesso anno.

Rispetto ad esso ci sono comunque numerose differenze, tanto da suscitare all’epoca l’ira dello scrittore: “Una sozzura a livello umano, un tradimento a livello artistico”, avrebbe infatti sentenziato, non sapendo che presto la pellicola sarebbe diventata un successo a livello planetario.

Il suo budget di 25 milioni di dollari ne fece il più costoso film di produzione tedesca.

La trama

La storia infinita locandina

Atreyu: Perché Fantasia muore?
Gmork: Perché la gente ha rinunciato a sperare. E dimentica i propri sogni. Così il Nulla dilaga.
Atreyu: Che cos’è questo Nulla?
Gmork: È il vuoto che ci circonda. È la disperazione che distrugge il mondo, e io ho fatto in modo di aiutarlo.

E chiamato a sconfiggere il Nulla è proprio Bastian.

La storia è ambientata nel regno di Fantàsia, minacciato appunto dal Nulla, l’entità oscura che sta distruggendo le terre. La sovrana del Regno, l’Infanta Imperatrice, è malata e sa che solo un eroe può salvare le sue terre e lei da morte certa. A farsi avanti è il giovane Atreyu, cui viene affidato il simbolo dell’Imperatrice, l’Auryn.

Atreyu parte in sella al suo cavallo Artax, braccato però da Gmork, un enorme lupo nero, manifestazione del Nulla, che lo insegue tentando di impedirgli di compiere la sua missione. Attraverso mille peripezie, lungo le Paludi della tristezza, incontrando una gigantesca tartaruga e il simpatico FortunaDrago Falkor, Atreyu va alla volta dell’Oracolo del Sud.

Ma per giungere al suo cospetto deve prima superare alcune prove: la prima è la porta delle Sfingi, il cui sguardo incenerisce gli eroi il cui cuore non è puro abbastanza; la seconda è lo specchio dell’anima, in cui Atreyu vede riflesso un ragazzino che legge un libro. Ed è qui che Bastian si accorge di essere parte della storia che sta leggendo.

L’Oracolo, infine, rivela ad Atreyu che l’unico modo di salvare l’Imperatrice e distruggere il Nulla è trovare un nuovo nome per lei, cosa che può fare soltanto un essere umano “credente e sognatore”.

Entrerà in scena anche Bastian ma il Nulla tenterà di eliminarlo, provocando una tempesta nel mondo reale per distruggere la soffitta in cui il bambino si trova. Ma solo quando Atreyu viene ucciso, Bastian accetta che tutto sia vero e realizza ogni cosa. Trovato il coraggio di credere di nuovo, urla contro la tempesta del Nulla il nome della madre recentemente morta e così il Nulla viene distrutto e l’Imperatrice rimane in vita. Sarà infine Bastian, attraverso i suoi sogni e i suoi desideri, a ricreare il magico Regno di Fantàsia.

La morale

La lettura è un mondo a sé, fatto di ampi spazi in cui perdersi e, perché no, da condividere. Si legge per evadere e per tornare e per dare un nome esatto a tutte le cose del mondo.
E non solo: nel libro e nel film c’è un chiaro appello all’uso dell’immaginazione e della forza di volontà per cambiare le cose e della fantasia come mezzo per abbattere ogni barriera.

fortunadrago

©YouTube

il mangiaroccia

©YouTube

Le curiosità

Le riprese del film si sono nel 1983 e l’adattamento riguardava soltanto la prima metà del libro. La maggior parte della pellicola è stata girata agli Bavaria Studios di Monaco di Baviera, tranne le scene di strada e degli interni scolastici, girate a Vancouver (l’orologio a vapore di Gastown appare nella scena iniziale dell’inseguimento dei bulli), e la spiaggia dove Atreyu cade, girato a Playa del Mónsul nel comune di Níjar vicino ad Almería, in Spagna.

Quanto agli effetti speciali (un’impresa per quei tempi), le creature fantastiche furono costruite partendo da piccoli modelli in argilla. Sulla base di queste forme, sono state prodotte figure di gommapiuma, cui è stato aggiunto un interno meccanico. Ci sono voluti più di 10 burattinai per muovere un singolo personaggio. Queste costruzioni possono ancora essere viste parzialmente nella Bavaria Filmstadt a Geiselgasteig vicino a Monaco di Baviera: una delle attrazioni turistiche più popolari è il drago Falkor, che è particolarmente popolare tra i bambini, di fronte a uno schermo blu.

Nel 1990 e 1994 sono arrivati i due sequel, ma non sono assolutamente all’altezza della pellicola del 1984. Pare che recentemente si sia parlato di un remake con la Warner Bros.

Per chi non lo hai mai visto o per chi ha il piacere di rivederlo, come noi!, il film originale (1984) è disponibile in streaming sulla piattaforma Netflix.

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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