Coldplay: stop ai concerti finché non saranno sostenibili e vantaggiosi per l’ambiente

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Una scelta molto coraggiosa oltre che etica è quella annunciata dai Coldplay che interromperanno i concerti finché non riusciranno a trovare il modo di renderli non solo a impatto 0 ma addirittura vantaggiosi per l’ambiente.

I Coldplay non andranno in tour fino a quando non saranno certi che i loro concerti non comportino effetti dannosi per il pianeta e, addirittura, come dichiarato dal frontman del gruppo, Chris Martin, divengano al contrario “attivamente vantaggiosi” per l’ambiente.

Il gruppo ha annunciato questa decisione dopo l’uscita del suo ultimo album,”Everyday Life”, cosa che rende la scelta ancora più coraggiosa e sentita. Tutti i fan attendevano infatti con ansia i concerti con i nuovi pezzi e immaginate i guadagni persi per il gruppo e per chi gli gira intorno (considerate che il loro tour dell’anno scorso è diventato il terzo con il maggior incasso di tutti i tempi!).

Tuttavia, i Coldplay hanno chiarito che la loro definizione di “successo” è cambiata negli ultimi anni privilegiando il benessere del pianeta piuttosto che il profitto.

Martin ha dichiarato che la band si prenderà del tempo per cercare attivamente modi per rendere il prossimo tour sostenibile:

“Ci prendiamo del tempo, il prossimo anno o due, per capire come il nostro tour può non solo essere sostenibile [ma] come può essere attivamente vantaggioso. Il nostro prossimo tour sarà la migliore versione possibile di un tour del genere, dal punto di vista ambientale … Saremmo delusi se non fosse carbon neutral. (…) Il nostro sogno è quello di fare uno spettacolo senza plastica monouso e in gran parte alimentato a energia solare”

L’impatto ambientale dei concerti

E’ un aspetto di cui non si parla abbastanza, ma in effetti anche i concerti sono dannosi per l’ambiente. In che modo?

Secondo il Green Touring Network, i concerti impattano sull’ambiente principalmente a causa della loro forte impronta di carbonio e dell’uso su larga scala di plastica monouso.

Altri fattori da tenere in considerazione includono, tra gli altri, i costi ambientali del viaggio per artisti e fan, illuminazione, spreco alimentare e produzione in serie di merci.

Parlando specificatamente dei Coldplay, mettere in scena un loro tour mondiale non è così semplice. In effetti, l’ultima tournée della band ha impiegato 109 persone, 32 camion e nove autisti di autobus, che hanno viaggiato in cinque continenti per realizzare 122 concerti.

Non esiste un modo semplice per calcolare l’impronta di carbonio della band; ma i dati più recenti dell’industria musicale suggeriscono che la musica dal vivo genera 405.000 tonnellate di emissioni di gas serra nel Regno Unito ogni anno.

E’ già qualche anno che i Coldplay, come dichiarato dal loro manager Dave Holmes, hanno intrapreso “piani significativi” per ridurre il loro impatto ambientale. Sembra che la band abbia già pianificato di continuare a incontrarsi con organizzazioni ambientaliste ed enti di beneficenza. Inoltre, prevede di investire in progetti che “vanno ben oltre la compensazione del carbonio”.

Probabilmente l’obiettivo più ambizioso dei Coldplay è ridurre l’impronta di carbonio dei fan. La band pensa ad esempio di offrire trasporti pubblici sovvenzionati o auto e altri mezzi in sharing a disposizione dei fan per arrivare ai loro concerti.

Attendiamo con ansia il loro prossimo tour per vedere cosa concretamente può fare il mondo della musica per l’ambiente!

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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