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Civitacampomarano, il paese dei murales. Così un piccolo borgo del Molise rinasce grazie alla street art

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In Molise si trova uno dei borghi più colorati d’Italia: Civitacampomarano, un piccolo comune (in provincia di Campobasso) che ogni anno richiama migliaia di visitatori, attirati dalla bellezza dei suoi murales

Può la street art far rinascere un paese? La risposta è sì, come dimostra il caso di Civitacampomarano, un piccolo borgo molisano (di circa 400 anime) che negli ultimi anni è diventata una meta imperdibile per gli amanti dell’arte urbana che visitano il Molise, una Regione che non solo esiste, ma vuole anche resistere. 

Passeggiando per il paesino di origini medievali ci si imbatte in murales coloratissimi, uno più bello dell’altro e dal forte potere evocativo:

CVTà Street Fest: l’edizione 2021

L’idea di trasformare il piccolo comune della provincia di Campobasso in una sorta di museo a cielo aperto per rivitalizzare il borgo è di Alice Pasquini, street artist romana che ha nel 2016 ha dato vita al CVTà Street Fest, una manifestazione che ogni anno attira diversi artisti (anche di fama internazionale) e visitatori da tutta Italia. 

Quest’anno l’evento si è svolto tra la fine di giugno e i primi di luglio e ha vito la partecipazione del duo di artisti spagnoli Cristian Blanxer e Victor Garcia Repo e del brasiliano Thiago Mazza. 

Cristian Blanxer e Victor Garcia Repo hanno realizzato un meraviglioso murale che raffigura una bambina dal sorriso radioso che muove i primi passi e indossa un abito che non è altro che il suo paesino d’origine, ovvero Civitacampomarano. Un’immagine che è un tributo alla speranza, oltre che invito a ricordare sempre le proprie radici.

Invece, lo street artist brasiliano Thiago Mazza si è ispirato alla forte connessione tra uomo e natura per dar vita ad un bellissimo murale in cui il protagonista è il fiore del melograno, dal rosso sgargiante. 

Quella del melograno è una storia antica come l’uomo, millenaria e che dall’Est si è spinta fino al Mediterraneo, sospinta da Fenici, Greci, Romani e Arabi – spiegano gli organizzatori del  CVTà Street Fest Thiago Mazza – arriva da Ovest portando con sé lo studio sulla vegetazione, sulla flora. Al centro di questo simposio c’è Civitacampomarano, le cui campagne, proprio nei giorni di giugno e luglio brillano di un rosso tendente all’arancione. È il colore del fiore della Punica granatum, ossia del melograno. Thiago nei primi giorni in paese ha osservato la vegetazione, col tatto ne ha sentito la ruvidezza e la morbidezza e con l’olfatto i profumi. Poi Mario, padre di una delle organizzatrici del festival, gli ha mostrato questo frutto setoso della natura, incandescente e vivo.
 

A Civitacampomarano dietro ogni murale c’è una storia da scoprire, da raccontare e preservare. Perché l’arte non è solo bellezza, ma anche uno strumento potentissimo di resistenza (contro l’abbandono e lo spopolamento) e di rigenerazione. 

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Fonte: CVTà Street Fest/Instagram 

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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