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CinemAmbiente: questi sono i migliori film e documentari da “green carpet” che devi vedere assolutamente

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Al via a Torino CinemAmbiente, la rassegna internazionale dedicata al cinema ambientale che torna in presenza dopo lo stop dovuto alla pandemia

Si inaugura oggi la ventiquattresima edizione della rassegna cinematografica CinemAmbiente, dedicata alle pellicole che hanno come temi ambiente, natura e sostenibilità. Il comparto cinematografico è quello che forse più di tutti ha subito le conseguenze della pandemia da Coronavirus, che ha impedito al pubblico di assistere agli spettacoli in sala. Ora che il settore sta gradualmente tornando alla normalità, il Festival presenta una edizione di ‘ripartenza’, che prevede la proiezione in sala dei film in concorso e la presenza del pubblico – anche se l’organizzazione non ha rinunciato alle iniziative via web per una maggiore partecipazione.

Le tematiche ambientali sono oggi più che mai protagoniste del dibattito pubblico in tutto il mondo, con moltissimi studi che evidenziano i danni irreparabili inflitti all’ambiente e sempre più manifestazioni che chiedono un’inversione di rotta urgente. Ecco perché lo slogan del festival è Time for Change: non c’è più tempo da perdere, dobbiamo agire ora se non vogliamo superare il punto di non ritorno. La competizione sarà biforcata in due sezioni – la prima dedicata ai cortometraggi, la seconda ai documentari

Appuntamento allora al Cinema Massimo (Sala Cabiria) di Torino per l’avvio del concorso documentari e la presentazione di 10 titoli internazionali: film d’apertura è Animal del regista francese Cyril Dion.  Nel tardo pomeriggio di oggi ha preso il via, sempre al Cinema Massino, anche la sezione non competitiva Panorama internazionale, che presenta 16 titoli (tra corti, medi e lungometraggi) non inediti in Italia, ma ritenuti, per la qualità della realizzazione o l’incisività dei temi trattati, meritevoli di un’ulteriore circuitazione. La proiezione è stata introdotta dagli studenti del Laboratorio di Comunicazione Ambientale del Corso di Economia dell’Ambiente, della Cultura e del Territorio dell’Università di Torino.

Contemporaneamente al Festival, la Mole Antonelliana ospiterà la mostra fotografica Il Quinto Elemento: acqua, aria, terra e fuoco danno forma al mondo e alla natura, all’energia e alle sue manifestazioni, ma l’elemento umano (il quinto elemento che dà il titolo alla rassegna), condiziona il destino della materia inerte con le sue azioni.

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Ecco cinque delle produzioni che ci hanno colpito di più e che vi consigliamo di vedere:

  • Gli Angeli invisibili (di Vincenzo Peluso, Italia 2021). Questo docufilm racconta il calvario di tutti i cani abbandonati, e in generale di tutti gli animali maltrattati dall’uomo. Ma è anche un omaggio ai tanti volontari che ogni giorno donano tempo, amore e professionalità per far fronte, oltre che all’indegna pratica dell’abbandono, al fenomeno del randagismo, diffuso soprattutto al Sud.
  • The Second Life (di Davide Gambino, Italia-Belgio-Germania 2020). Il film racconta la storia professionale e le passioni di Maurizio, Robert e Christophe, tre prestigiosi imbalsamatori che lavorano nei celebri musei di storia naturale di Roma, Berlino e Bruxelles, che condividono la stessa convinzione che gli animali conservati per sempre possano riavvicinare la società al mondo naturale.
  • Donne di terra (di Elisa Flaminia Inno, Italia 2021). Le donne del titolo sono un gruppo di contadine di nuova generazione che hanno creato un nuovo stile di vita basato sull’autoproduzione di cibo biologico e sulla costituzione di una rete locale e globale sul lavoro agricolo.
  • Sputnik (Maria Paula Arenas, Argentina 2021). In un mondo dove ogni possibilità di vita è azzerata, Sputnik, un robot progettato per distruggere, raccoglie piccoli rami e foglie secche cercando di ricreare ciò che un tempo abitava la Terra. Dentro di lui rimane un forte istinto che lo porta a distruggere la sua realtà, immergendolo nelle origini del tempo.
  • Volere è podere (di Carlo Simeoni, Italia 2021). Ambientato nella Maremma toscana, il film racconta la storia di quattro percorsi di cambiamento verso la progettazione di un futuro di vita sostenibile: opportunità, volontà e immaginazione si intrecciano nelle scelte intimamente personali di ognuno dei personaggi, lungo una strada non sempre lineare e semplice.

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Fonte: CinemAmbiente

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Ho 25 anni e sono laureata in Lingue Straniere. Sono da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile. Tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.
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