Un aeroporto sul Pleistocene: emersi 120 mammut dalla costruzione del nuovo terminal di Città del Messico

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La squadra di oltre trenta paleontologi, aiutata da decine di assistenti, lavora incessantemente da diversi mesi per recuperare i resti di mammut, scoperti durante gli scavi per la costruzione di un nuovo aeroporto a Città del Messico.

Da quando i ricercatori hanno trovato le prime ossa di Mammuthus columbi, antenato dell’attuale elefante, sono ormai state recuperati i resti di circa 120 mammut sepolti a diverse profondità in tutta l’area e non è detto che non se ne trovino altri.

Un ritrovamento senza precedenti, che prova come la zona sia stata abitata per un lungo periodo di tempo da questi mammiferi giganti, alti quattro metri per dieci tonnellate di peso e dotati di enormi zanne arcuate.

Alla fine del Pleistocene, non molto lontano dalla zona in cui ora si sta costruendo l’aeroporto, sorgeva il lago Xaltocan, luogo ideale per questi grandi erbivori arrivati nella Valle del Messico circa 25.000 anni fa dal Nord America.

In quest’area i mammut hanno evidentemente trovato un ecosistema ideale dove stabilirsi per diversi anni, fino alla loro scomparsa avvenuta 11mila anni fa per ragioni ancora sconosciute, forse legate ai cambiamenti climatici e alle eruzioni vulcaniche.

“Qui avevano un ecosistema naturale che forniva loro in abbondanza i 150 chili di erba di cui avevano bisogno ogni giorno per nutrirsi”, ha spiegato Pedro Francisco Sánchez, coordinatore dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia.

Probabilmente gli esemplari di cui sono stati trovati i resti sono rimasti intrappolati nel fango lungo le rive del lago. Questo spiegherebbe il ritrovamento di ossa di così tanti mammut in una zona circoscritta, morti in momenti diversi.

Insieme alle ossa dei mammut gli archeologi hanno trovato anche resti umani risalenti a circa tremila anni fa, ma ciò che sperano è di riuscire a recuperare uno scheletro completo di mammut.

In seguito a questa incredibile scoperta, i ricercatori stanno chiedendo al governo la creazione di un museo vicino al nuovo aeroporto dove conservare i resti.

“Vogliamo che sia uno spazio di sensibilizzazione in modo che tutti coloro che arrivano all’aeroporto possano conoscere i mammut e i resti umani che fanno parte della nostra storia”, ha spiegato Pedro Francisco Sánchez.

Fonte di riferimento: Lavanguardia/The Guardian

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Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario "Saponi e cosmetici fai da te", "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".
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