10 anni dopo il terremoto, la Chiesa di San Silvestro a L’Aquila riapre al pubblico

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10 anni fa, a causa del terribile terremoto che colpì L’Aquila, la splendida chiesa di San Silvestro subì danni gravissimi. Campanile, parte absidale, facciata, cappella Branconio, decorazioni interne, copertura, navata centrale, furono tutti danneggiati. Ma oggi, per merito di uno scrupoloso restauro, la Chiesa riapre le porte al pubblico, più bella che mai.

Ci sono voluti 10 anni e molto denaro per riportarla a nuova vita, ma ne è valsa la pena. Il restauro, fra le altre cose, ha permesso di scoprire affreschi duecenteschi mai visti prima nel locale sacrestia, coperti da intonaci risalenti agli anni ’70 e ’80.

Tutto è stato ricollocato al proprio posto e sono state rimesse a nuovo anche la Cappella della Famiglia Branconio, dove presto verrà risistemata una preziosa pala d’altare, copia della Visitazione di Raffaello, e la facciata, che è stata migliorata dal punto di vista strutturale. L’inaugurazione è avvenuta il 3 luglio e oggi la chiesa è liberamente accessibile. La prima solenne celebrazione eucaristica avverrà invece domenica 7 luglio alle ore 18:00, presieduta dal cardinale Giuseppe Petrocchi.

Chiesa di San Silvestro: la sua storia

Questa chiesa, molto amata dagli abitanti dell’Aquila, posizionata nell’omonima piazza, venne edificata, come riportato sul sito ufficiale, nel XIV secolo dagli abitanti di Collebrincioni, su un’altra preesistente del 200 a unica navata.

Situata nel quarto di Santa Maria, dal XV secolo fino al XVI fu influenzata dalla presenza della famiglia Branconio, che si stabilì proprio di fronte ad essa.

Internamente ha un impianto basilicale con aula unica ed è suddivisa in tre navate, con arcate molto alte, in origine abbellita da affreschi su tutte le diverse murature interne.

Nel corso del tempo venne arricchita di decorazioni pittoriche e architettoniche, e nel XVI secolo ebbe l’onore di ospitare gli affreschi di Francesco da Montereale. Una tela di notevole valore, la Visitazione di Raffaello Sanzio, venne collocata nella cappella della famiglia Branconio rimanendo in loco fino al 1655, per poi essere consegnata agli spagnoli.

Nel corso del 500 venne ulteriormente arricchita e vi si aggiunsero anche un altare in stile barocco, il primo di questo genere in città, oltre che l’edicola posizionata sulla parete destra. Ulteriori modifiche e abbellimenti vennero eseguiti nel 600 a carico della cappella di famiglia, uno dei gioielli della chiesa, rinnovata da Giulio Cesare Bedeschini. 

Nel 1703 la chiesa venne particolarmente danneggiata da un terremoto e fu ricostruita in uno stile più barocco, ma nel corso del 900 vennero eseguiti restauri per riportarla alle origini gotiche. Nuovamente colpita da un terremoto nel 2009, oggi riapre le porte al pubblico più bella che mai.

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Laura De Rosa

Photo Credit: Ansa

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Laureata in Scienze dei Beni Culturali, redattrice web dal 2008 e illustratrice dal 2018, ha pubblicato per Giochidimagia Editore "Il sogno attraverso il tempo". Con SpiceLapis ha realizzato "Memento Mori, guida illustrata ai cimiteri più bizzarri del mondo".
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