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Chi è Abdulrazak Gurnah, Premio Nobel per la letteratura 2021 per i suoi romanzi sul colonialismo

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L’Accademia delle Scienze svedese ha appena assegnato il Nobel per la letteratura 2021 allo scrittore Abdulrazak Gurnah, originario della Tanzania. È la terza volta nella storia che l’ambito premio viene vinto da un autore nero dopo Wole Soyinka (nel 1986) e Naguib Mahfouz (nel 1988). 

“Per la sua intransigente e compassionevole penetrazione degli effetti del colonialismo e del destino del rifugiato nel divario tra culture e continenti”: è questa la motivazione che sta dietro l’assegnazione del prestigioso riconoscimento.

La vita di Abdulrazak Gurnah

Abdulrazak Gurnah è nato nel 1948 sull’Isola di Zanzibar nell’Oceano Indiano e alla fine degli anni ’60 è giunto in Inghilterra come rifugiato, dopo essere stato costretto a scappare dal suo Paese a causa del sistema politico repressivo del tempo. La sua passione per la scrittura nasce quando aveva ancora 21 anni. Nonostante lo Swahili fosse la sua lingua madre, ben presto l’inglese divenne la sua scelta letteraria. Dopo gli studi, è diventato professore di letteratura inglese e post-coloniale all’Università del Kent. Soltanto nel 1984 per Gurnah è stato possibile tornare a Zanzibar per un ultimo saluto al padre. 

Le opere 

Sono in totale dieci i romanzi pubblicati da Gurnah, oltre a una serie di racconti. I temi dell’immigrazione e del colonialismo sono costantemente presenti nelle sue opere. I suoi primi libri romanzi – Memory of Departure (1987), Pilgrims Way (1988) e Dottie (1990) – raccontano le esperienze dei rifugiati nel Regno Unito. 

Il suo romanzo più noto è “Paradise”, pubblicato nel 1994, che racconta la storia di Yusuf, un ragazzo nato in Tanzania alla vigilia della prima guerra mondiale, poi venduto dal padre come schiavo. L’opera era stata selezionato per il Booker Prize, il premio più prestigioso di narrativa inglese.

Tra i suoi romanzi più celebri troviamo “By The Sea”, un libro di straordinaria attualità che pone l’accento sul senso di smarrimento e disperazione vissuto dai rifugiati, e “Desertion” (2005), tradotto in Italia con il titolo “Il disertore” .

L’ultima opera di Gurnah, pubblicata nel 2020, prende il titolo di “Afterlives” e affronta il tema della resistenza all’occupazione coloniale tedesca in Africa orientale, all’inizio del Novecento.

La dedizione di Gurnah alla verità e la sua avversione alla semplificazione sono sorprendenti – sottolinea l’Accademia svedese delle Scienze – Questo può renderlo cupo e intransigente, mentre segue il destino degli individui con grande compassione e impegno inflessibile. I suoi romanzi si ritraggono dalle descrizioni stereotipate e aprono il nostro sguardo su un’Africa orientale culturalmente diversificata, sconosciuta a molti in altre parti del mondo.

Nonostante sia considerato uno dei più brillanti autori della letteratura africana post-coloniale, le opere di Gurnah sono ancora poco note nel nostro Paese. Ma, grazie al Premio Nobel, adesso lo scrittore potrà godere in tutto il mondo della fama che merita. 

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Fonte: Nobel Prize

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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