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Chiude Utet grandi opere. Addio alla casa editrice più antica d’Italia

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La casa editrice più antica d’Italia, la Utet grandi opere, chiude i battenti ed è un duro colpo alla già provata cultura del nostro paese.

Quando una casa editrice è costretta a chiudere non è mai una buona notizia ma quando a fallire è un editore storico come Utet grandi opere, la batosta è ancora più dura da digerire. Parliamo infatti di una casa editrice attiva da oltre duecento anni che nel corso del tempo ha pubblicato importanti opere spaziando dalla letteratura al diritto, dalla medicina all’architettura, dalle scienze naturali a quelle tecniche.

Che la casa editrice torinese, attiva fin dal 1791, non se la passasse molto bene era già noto tanto che, nella primavera scorsa, era stata costretta a chiedere il concordato preventivo, uno strumento con cui tentava di affrontare la crisi e le insolvenze evitando la liquidazione giudiziale.

Ora arriva purtroppo la notizia della chiusura. Questa è stata annunciata, sui suoi canali social (privati), dal linguista Raffaele Simone che ha pubblicato diversi testi con Utet. L’autore scrive, come riporta The Walk of Fame:

“Ricevo oggi la comunicazione che la Utet è stata dichiarata fallita. Dopo anni di pene e di gravissimi errori di gestione, chiude la più antica casa editrice italiana (1791), a cui dobbiamo magnifiche collezioni di classici di ogni arte e di diverse scienze e una tradizione di dizionari (dal Tommaseo-Bellini al Battaglia al De Mauro al mio di cui più sotto), di trattati e di enciclopedie che non ha pari al mondo, per non parlare di collezioni che hanno fatto la storia culturale d’Italia, come la Scala d’Oro”.

E poi continua:

“Ho visto il declino coi miei occhi quando progettai per loro, dodici anni fa, il Grande Dizionario Analogico della Lingua Italiana, in due volumi (uscito nel 2011), cominciammo la lavorazione nel bellissimo palazzo di Corso Raffaello, ma la concludemmo in uno spoglio e malinconico appartamento del Lungodora… la cassa scarseggiava: in corso d’opera, la gerenza che nel frattempo era subentrata a quella storica mi chiese di rinunciare a una quota importante degli anticipi e di accettare una riduzione delle royalties (in realtà, dei miei diritti d’autore ho perso completamente le tracce: la casa non pagava diritti da anni)” 

La conferma di questa triste notizia arriva anche da un altro tweet in cui viene linkato il dettaglio della procedura di fallimento della Utet Grandi Opere sul Portale dei creditori.

Come si può leggere sul sito della Utet, la parte “giuridica”, “Professionale” e di “Scienze Tecniche” erano già passate in altre mani e risultano marchi registrati e concessi in licenza da De Agostini Editore S.p.A. a Wolters Kluwer Italia S.r.l.

Tanti gli utenti che su Twitter esprimono il loro rammarico per la fine della Utet Grandi Opere.

 

 

 

C’è infine chi suggerisce che, chiusa una, ne riaprano 100! purtroppo sappiamo che non andrà affatto così.

Fonti: The walk of fame / Twitter

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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