Candy Candy compie oggi 40 anni in Italia. Ma non ci hanno mai dato il finale che meritavamo

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Era il 2 marzo 1980 quando per la prima volta in Italia fu trasmesso Candy Candy, cartone che raccontava le vicende, gli amori e le peripezie di una bambina (poi diventata donna) dai capelli biondi.

Tratto dal manga di Yumiko Igarashi e Kyoko Mizuki, pubblicato nel 1975, il cartone in 115 episodi ci ha fatto conoscere la storia dell’orfanella Candy alle prese con una serie di disavventure e amori finiti male e anche qualche gioia, come il sogno realizzato di diventare infermiera.

Ci si aspetterebbe un bel finale per un cartone come questo ma non è quello che è avvenuto. Anzi, proprio rispetto al finale, c’è un bel po’ di confusione e mal contento.

Iniziamo col dire che la conclusione del cartone animato è ben diversa da quella del manga e che, per di più, la scena finale della versione italiana, grazie ad un utilizzo sapiente del doppiaggio, è stata modificata.

Nel fumetto, Candy si sposa con Albert ma non è certo quello che speravano i numerosi fan (almeno in Italia), la maggior parte dei quali propendeva sicuramente per una storia a lieto fine con Terence, giovane anticonformista appassionato di teatro che Candy conosce a Londra.

Il “lieto fine” italiano, infatti, è assicurato solo dalla voce fuori campo che ci fa sognare un futuro felice tra Candy e Terence. La ragazza viene a sapere tramite i giornali che Terence ha lasciato Susanna, si apre quindi la possibilità di un ritorno di fiamma mentre Albert in questo caso rimane solo un buon amico.

Un finale che, per quanto edulcorato, rimane abbastanza aperto e non è comunque piaciuto perché i bambini sognavano di vedere piuttosto baci e abbracci tra i due innamorati e un bel matrimonio in grande stile. E invece niente di tutto questo!

Comunque tra i fan c’è anche chi non si è arreso e su Youtube si trovano tanti video in cui dei fotomontaggi ricreano il finale coi fiocchi che tanti speravano…

C’è addirittura chi ha sognato un bambino per la coppia…

La storia ha avuto negli anni ben quattro versioni diverse (l’ultima uscita nel 2010): il finale del manga, il finale aperto italiano, il finale non ufficiale in cui Candy rincontra Terence e i due si giurano amore eterno (ora non si trova più in rete) e l’ultimo libro di Kyoko Mizuki “Candy Candy Final Story’s” in cui la protagonista ha 30 anni vive ad Avon insieme ad un tal Anohito che non si sa bene chi sia (Terence, Albert  o chi altro?).

Non è difficile immaginare che, in tutta questa confusione, vi sia stato uno screzio tra le due creatrici finite anche in tribunale per i diritti della loro opera attualmente bloccata (dalla fine degli anni ’90 non è più possibile trasmettere il cartone animato).

Anche se si scontentava il pubblico, forse sarebbe stato meglio rimanere fedeli al finale originale del fumetto, ossia lasciare che Candy smettesse di fare la crocerossina almeno nella sua vita amorosa. Sposando Albert aveva l’occasione di fare una scelta di amore più maturo e magari, avrebbe “salvato” anche tante ragazze della generazione ’80-’90 dalla sindrome della crocerossina, nata proprio in seguito alla visione di questo cartone.

Fonte: Corriere della Sera

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
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