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Caffè Patrimonio Unesco: scoppia la contesa tra Napoli e Trieste

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Un vero e proprio testa a testa in nome del caffè è quello che si sta consumando in questi giorni sui social. Una gara all’ultima tazzina che vede come protagonisti il Presidente della Campania De Luca e le aurorità triestine.

Il 21 maggio scorso, durante una diretta Facebook sugli aggiornamenti per il Covid-19, De Luca si è lasciato andare a una serie di dichiarazioni, lanciando una stoccata a Trieste riguardo alla candidatura del caffè a Patrimonio mondiale Unesco.

Stiamo ragionando in queste ore per avere il riconoscimento del patrimonio mondiale Unesco, come già accaduto per l’arte della pizza, anche per l’arte del caffè. Siamo in concorrenza con gli amici di Trieste. Trieste è nel nostro cuore, è l’Italia, però per il caffè nel mondo è Napoli, almeno questo, e dai! Ci sono caffè storici, aziende produttrici ma se parliamo di arte del caffè, vediamo se riusciamo a fare una proposta unitaria. Ma avendo chiarito che Trieste è nel cuore di tutti gli italiani, se volete bere una tazza di caffè dovete scendere a sud di Roma, sapete dove

sono le parole di De Luca.

La replica di Trieste

De Luca di certo non  è uno che le manda a dire ma i triestini non si sono tirati indietro. A rispondere a tono è stata la senatrice Tatjana Roic che ha scritto un lungo post sul proprio profilo Facebook spiegando

ono sicura che il presidente De Luca apprezzerebbe la varietà e bontà del caffè triestino non meno di quello napoletano. Non è certo un caso se la rivendicazione della paternità dell’espresso italiano ha trovato tra i suoi primi e più convinti promotori a Trieste, dove grande è l’affetto per gli amici di Napoli. Ma la storia della città portuale in cui dai tempi di Maria Teresa si accatastano i sacchi di caffè, l’eccellenza dei marchi storici, l’arte dei torrefattori, la tecnologia in continua evoluzione sono parte dell’identità di Trieste. In ogni caso quella per un buon caffè è una bella gara. Non ho dubbi su chi dovrebbe vincerla! 

La candidatura del caffè all’Unesco

La storia della candidatura del caffè in realtà risale a marzo quando il Mipaaf ha presentato le candidature a patrimonio culturale immateriale dell’umanità del Rito del caffè espresso italiano tradizionale, una vera e propria arte, e in subordine quella della Cultura del caffè napoletano, realtà tra rito e socialità.

A marzo infatti il Gruppo di lavoro UNESCO del Mipaaf ha  deciso all’unanimità di proporre le candidature e di inviare la documentazione alla Commissione Nazionale dell’Unesco che dovrà decidere l’avvio del procedimento per l’inserimento nel patrimonio immateriale dell’umanità di un elemento che ha importanti risvolti culturali, sociali, storici e di tradizione.

La sfida tra Napoli e Trieste

Una contesa atavica. Se da una parte la tazzunella è sempre stata associata a Napoli, è pur vero che Trieste vanta un’economia secolare che lavora intorno al caffè. Basti pensare che nella città friulana nel 1904 nacque la borsa del caffè. Ancora oggi dalla città transita la gran parte del caffè importato in Italia.

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Fonti di riferimento: Facebook/Vincenzo DeLuca, Mipaaf

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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