#18appnonsitocca: protestiamo insieme ai giovani contro il taglio al Bonus cultura

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La cultura è importante, lo sanno anche i bambini. Ma lo sottolineano soprattutto i ragazzi, sul piede di guerra contro il nuovo Ministro dell’istruzione Alberto Bonisoli. Qualche giorno fa, quest’ultimo ha annunciato di essere intenzionato a non estendere di nuovo il bonus cultura ai giovani.

Un contributo pari a 500 euro a disposizione dal 2016 dei cosiddetti Millenials, i neo-diciottenni, che da allora hanno usufruito di questa cifra importante per l’acquisto di libri, di biglietti per il cinema, il teatro, i concerti, i musei e i monumenti ma anche per l’accesso a corsi di musica, di teatro o di lingua straniera.

Un incentivo economico per avvicinarli di più alla cultura, apprezzato dai ragazzi. Il Bonus è più che mai in bilico se si considera anche che è appena arrivato anche il parere del Consiglio di Stato, contrario all’estensione automatica dell’app per il 2018 e il 2019, senza una legge primaria ad hoc. Eppure il nuovo Ministro non sembra essere propenso al rinnovo. In un’intervista al Corriere della Sera ha detto:

“Vale 200 milioni, meglio far venire la fame di cultura ai giovani, facendoli rinunciare a un paio di scarpe”.

Come se fosse riconducibile tutto a quello.

18app

Si tratta di un sito, una web app, che permette di generare i buoni da spendere per acquistare libri e biglietti. Ne hanno beneficiato i nati nel 1998 e quelli nel 1999. Per i nati nel 2000, quelli che compiono 18 anni quest’anno, le registrazioni sono ancora chiuse. E potrebbero rimanerlo per sempre.

Purtroppo, a fronte dei tantissimi ragazzi che hanno usato correttamente il bonus, c’è sempre qualche furbetto che ha pensato bene di rivendere il bonus online, per comprare tutt’altro. Si tratta di un’esigua minoranza, che di certo non può penalizzare i coetanei onesti.

La protesta sui social: #18appnonsitocca

C’è un’Italia fatta di giovani che amano leggere, che hanno apprezzato per la prima volta il valore e la suggestione di uno spettacolo a teatro, di ragazzi che hanno avuto la possibilità di acquistare i testi per prepararsi all’accesso all’università. Senza il bonus cultura, probabilmente, non lo avrebbero fatto allo stesso modo, perdendo la possibilità di scoprire un mondo economicamente non accessibile a tutti.

Quei giovani oggi hanno fatto sentire la propria voce contro le parole del Ministro, ribadendo la loro voglia di cultura. Lo hanno fatto sui palcoscenici che preferiscono, i social. Da Facebook a Twitter, si è scatenata la protesta a suon di hashtag: #18appnonsitocca.

La petizione

“Caro Ministro Bonisoli, ascolta e abbia fiducia nei giovani: ci lasci di vivere in un Paese che crede davvero che la formazione delle nuove generazioni possa e debba partire dalla cultura. Chiediamo attraverso questa petizione, firmata e sostenuta dai ragazzi nati nel 1998 e nel 19999 che hanno già usufruito del Bonus, ma soprattutto da tutti quei ragazzi nati dal 2000 in poi che speravano di poterlo avere, di non cancellare il Bonus Cultura 18App” è l’appello dei ragazzi che hanno lanciato la petizione su Change.

Per firmarla clicca qui

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Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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