Le compagnie petrolifere canadesi non vogliono che i nostri bambini vedano questo cartone di Netflix

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

La Canadian Energy Center ha lanciato una campagna contro il film Bigfoot Family perché sostiene che “diffonde disinformazione sull’industria del petrolio e del gas”.

Cosa avranno mai fatto Bigfoot e la sua famiglia per far infuriare così tanto le compagnie petrolifere canadesi? Cercano di proteggere una riserva naturale in Alaska dalla costruzione di un mega impianto per la ricerca del petrolio, veicolando un messaggio molto in linea con le politiche globali per la transizione energetica, e forse un po’ meno con quella dell’industria fossile.

Dopo che il film d’animazione Bigfoot Family è stato lanciato nel catalogo Netflix del Canada e si è posizionato come uno dei più visti nel paese, la Canadian Energy Centre (CEC) – ente finanziato dalla provincia di Alberta, incaricato di promuovere l’immagine dell’industria energetica – ha lanciato una campagna contro la piattaforma di streaming alludendo al fatto che il lungometraggio faccia “il lavaggio del cervello ai nostri bambini con propaganda anti-petrolio e gas”.

Le critiche al film si concentrano sulla parte del complotto, orchestrato dalle compagnie petrolifere, per far saltare in aria una valle in Alaska con lo scopo di estrarne il petrolio nel sottosuolo utilizzando delle bombe rosse incandescenti. Secondo il CEC questa narrazione “spaccia bugie” e lascia, nell’immaginario dei bambini, una idea sbagliata del settore energetico.

L’iniziativa dell’ente canadese è nata dopo la denuncia di un padre di famiglia, che reclamava per il fatto che il film “denigri i lavoratori del settore e sminuisca l’impegno dell’industria per la protezione dell’ambiente”. Così è stato richiesto a Netflix di raccontare la “vera” storia dell’industria canadese del petrolio e di “non contribuire alla disinformazione”, ovvero togliere il film del catalogo della piattaforma.

A difesa del film alcuni storici hanno sottolineato come la trama della bomba non sia così lontana dalla realtà. Negli anni ’50 infatti, il governo dell’Alberta approvò il “Project Cauldron” – successivamente ribattezzato “Project Oilsand” – con l’intenzione di far detonare un ordigno nucleare da 9 chilotoni vicino alla città di Fort McMurray per riuscire ad arrivare al petrolio nel bitume sotterraneo. Il piano per fortuna fu cancellato nel 1962 quando il governo federale aderì al divieto di test nucleari.

Sui social media sono in molti a pensare che questa campagna contro il film stia avendo in realtà un effetto contrario, provocando curiosità nelle persone e aumentando la voglia di guardarlo. Nel nostro caso è vero, non vediamo l’ora di farlo!

Fonte: El País / The Guardian / CEC

LEGGE anche:

 

 

 

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Comunicatrice sociale specializzata in giornalismo ambientale e terzo settore, un master in Comunicazione Ambientale e uno in Innovazione Sociale. In greenMe ha trovato il suo habitat ideale.
Seguici su Instagram
Seguici su Facebook