Addio Bernardo Bertolucci, le frasi e i capolavori con cui il regista “sognatore” ha cambiato il Novecento (e non solo)

Bernardo Bertolucci

Si è spento all’età di 77 anni, dopo una battaglia contro il cancro, Bernardo Bertolucci, autore di autentici capolavori del cinema italiano e attento sostenitore di tematiche ambientali e di cause etiche

Quella favolosa convinzione dei giovani nel credere di poter cambiare il mondo eroicamente tipica dei protagonisti di The Dreamers, quel modo d’essere di chi conosce bene cosa siano le lotte contadine che permeano ogni singolo minuto di Novecento, quel forte anti-conformismo di uno “scandaloso” Ultimo Tango a Parigi. Tutto ciò che detta la gloria delle sue opere ci dicono oggi esattamente chi era Bernardo Bertolucci, regista italiano tra i più celebri del pianeta, che ci ha lasciato dopo una lunga malattia.

Ateo sin nel midollo (in un’intervista pubblicata nel volume Registi d’Italia -Rizzoli, Milano, 2006- alla domanda “Bertolucci è credente?”, lui rispose “No, sono ateo, grazie a Dio. Come diceva Buñuel” – Fonte), Bertolucci aveva a cuore le lotte di classe e giovanili, ma anche le tematiche ambientali (nel 2016 fu presidente di giuria di “Film4Climate”, il concorso volto alla realizzazione di spot e cortometraggi sulla lotta ai cambiamenti climatici) e le cause etiche (tutti ricorderanno il suo impegno a sostenere i progetti “Emergency per il Nepal” e “Children Village” venti anni dopo l’uscita del film Piccolo Buddha, ambientato nei luoghi del Nepal successivamente colpiti da un devastante sisma).

Confesso di avere sempre provato affetto e curiosità per tutti coloro che vengono definiti “diversi”: socialmente, culturalmente e sessualmente. Il mio lavoro mi ha portato molto lontano e ogni volta mi sono innamorato delle culture che andavo scoprendo, così diverse dalla mia“, dirà in una ennesima intervista.

In una carriera cinematografica le cui origini risalgono ai primi anni ‘60, Bertolucci divenne una figura chiave della straordinaria new wave italiana (al fianco, e al pari di, Antonioni, Fellini e Pasolini) ma – in modo univoco – fece una transizione di successo verso la grande la produzione cinematografica hollywoodiana con L’Ultimo Imperatore del 1987, che ha vinto nove premi Oscar, tra cui miglior film e miglior regista.

Se prima, infatti, Bertolucci cominciò a collaborare come scrittore e “uomo di idee”, in particolare nell’epico western di Sergio Leone C’era una volta il West, subito dopo la sua carriera da regista decollò con Prima della Rivoluzione (1964), un resoconto ambientato a Parma di una relazione studentesca marxista con la zia, e l’influente Il Conformista (1970), che mettevano in primo piano l’impegno di Bertolucci verso la politica.

La vita e i film più importanti di Bernardo Bertolucci

Figlio d’arte del poeta Attilio Bertolucci e fratello del regista teatrale Giuseppe, Bernardo nacque a Parma il 16 marzo del 1941. I suoi primi passi li mosse nel mondo della poesia, ma non ci volle molto a capire che la sua vera vocazione era il cinema. Girò così subito un cortometraggio senza audio, La morte del maiale, nel quale raccontava il rito antico e brutale dello sgozzamento visto da un bambino.

Dopo anni di sperimentazione tra il Living Theatre e Sergio Leone, si affermò a livello internazionale nel 1970 con Strategia del ragno e Il conformista, dal racconto di Alberto Moravia.

Due anni dopo dava scandalo con Ultimo tango a Parigi, in tempi in cui era impensabile veicolare una risposta tanto forte quanto la trasgressione erotica. Dopo una prima proiezione a New York, il film subì diverse censure in Italia (ma si piazzò comunque secondo nella classifica degli incassi della stagione cinematografica 1972-1973). Nel gennaio del ’76 la pellicola venne ritirata dalla Cassazione e Bertolucci fu condannato per “offesa al comune senso del pudore”, per cui venne privato dei diritti civili per cinque anni (il diritto di voto per esempio). Dopo alcuni processi d’appello, la pellicola venne dissequestrata nel 1987 e le copie rimaste dopo il macero sono depositate alla Cineteca Nazionale di Roma, e quelle integrali, conservate in cineteche estere, sono servite come base per editare il film in dvd).

Intanto, nel 1976 firmò il capolavoro Novecento diviso in due atti, quadro delle lotte contadine emiliane dai primi anni del secolo alla Seconda guerra mondiale.

Suoi alcuni capolavori sono anche The Dreamers, Il té nel deserto, Piccolo Buddha e L’ultimo imperatore, che gli valse l’Oscar al miglior regista e alla migliore sceneggiatura non originale.

the dreamersThe Dreamers, 2003

Nel 2007 gli fu conferito il Leone d’oro alla carriera alla 64esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e nel 2011 la Palma d’oro onoraria al 64esimo festival di Cannes.

L’ultimo film da lui diretto è Io e te del 2012, tratto dal romanzo di Ammaniti.

Bernardo Bertolucci, frasi celebri e citazioni dai film

La solitudine può essere una tremenda condanna o una meravigliosa conquista.

[Il cinema] lo chiamerei semplicemente vita. Non credo di aver mai avuto una vita al di fuori del cinema; e in qualche modo è stato, lo riconosco, una limitazione.

Io non credo in Dio, ma se ci credessi sarebbe un chitarrista nero e mancino.

Filmare è vivere, e vivere è filmare. È semplice, nello spazio di un secondo guardare un oggetto, un volto, e riuscire a vederlo ventiquattro volte.

Non occorre organizzare nulla perché, a partire dal momento in cui si monta un piano dopo l’altro, ecco che si incontrano delle metafore.

Jeanne: “Sei vecchio, sai… hai delle mani enormi… e stai ingrassando”
Paul: “Tu, figlia mia, tu hai i muscoli troppo tirati. Perché i giovani sono sempre così tesi?”
da “Ultimo tango a Parigi”

Qualcuno disse: “non esiste l’amore, esistono solo prove d’amore”.
Isabelle (Eva green) – da “The Dreamers. I sognatori”

Prima di cambiare il mondo devi capire che ne fai parte anche tu. Non puoi restare ai margini e guardarci dentro.
da “The Dreamers. I sognatori”

Più si osserva ogni cosa, qualunque cosa su questa tavola, gli oggetti, il frigorifero, questa stanza, il suo naso, il mondo, e più ci si rende conto che c’è una specie di armonia cosmica di forme e di dimensioni. Mi stavo solo chiedendo perché. Io non lo so che cos’è, ma so che è così.
Matthew (Michael Pitt)
da “The Dreamers. I sognatori”

– È solo una questione di parole, ma noi tutti sappiamo che le parole sono importanti.
– Perché le parole sono importanti?
– Se non sapete dire quello che pensate, Vostra Maestà, non riuscirete mai a sapere quel lo che dite.
Reginald Johnston (Peter O’Toole), Pu Yi (Wu Tao)
da “L’Ultimo Imperatore”

Germana Carillo
Foto cover

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