20 anni fa scoperti i fossili di Australopiteco più completi mai trovati. Erano della piccola Selam, che avrebbe cambiato per sempre la storia

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Era il 10 dicembre quando venne fatta una scoperta che avrebbe cambiato per sempre le nostre conoscenze sulla storia umana, sui nostri antenati. Un team di archeologi guidato da Zeresenay Alemseged trova i resti fossili di un Australopithecus afarensis. Si tratta dello scheletro più completo mai ritrovato e apparteneva a una bambina di tre anni, ribattezzata Selam. Un nome importante, che in amarico significa “pace”.

Sono passati già 20 anni dal giorno in cui Selam ci ricordò che apparteniamo tutti alla stessa specie, quella umana. L’Australopithecus afarensis è una specie estinta di ominide del genere Australopithecus vissuta in Africa tra 4 e 3 milioni di anni fa. Essa venne identificata per la prima volta nel 1974 (Lucy) grazie a una serie di ritrovamenti di fossili nella Depressione di Afar in Etiopia.

La storia di Selam

Selam è stata scoperta il 10 dicembre 2000 dal paleoantropologo etiope Zeresenay Alemseged del Max Planck Institute. I suoi resti vennero individuati nei pressi del villaggio di Hadar sulle colline di Dikika, nella depressione dell’Afar in Etiopia, poco a sud del fiume Auasc. Si trattava di una zona ricchissima di fossili. Proprio qui circa 25 anni prima era stata scoperta anche Lucy, il primo fossile scoperto di Australopithecus afarensis. Per questo, Selam venne soprannominata “la figlia di Lucy”.

Selam fu una scoperta altrettanto importante visto che vennero ritrovati numerosi reperti in buono stato di conservazione: il cranio quasi completo, il torso, le scapole e buona parte delle gambe.

Conosciuto anche come il “figlio maggiore del mondo”, è lo scheletro più completo di un antenato umano scoperto fino ad oggi e rappresenta un importante progresso nella nostra comprensione dell’evoluzione umana e preumana.

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©Calacademy

L’autore della scoperta Zeresenay Alemseged è nato nella storica città di Axum, nel nord dell’Etiopia. Era ed è un ragazzo curioso che dopo la laurea in geologia inizia a lavorare nel Museo Nazionale dell’Etiopia, sede del famoso fossile di A. afarensi di 3,2 milioni di anni “Lucy”, che ha rivoluzionato lo studio dell’evoluzione umana.

A seguito di un’intuizione, Alemseged mette gli occhi sul sito pliocenico di Dikika, una regione isolata della depressione Afar a circa 400 miglia dalla sua città natale. Lo considera infatti un posto ottimale per cercare nuovi fossili. Si trattava di un sito poco amato dagli altri scienziati a causa del secolare conflitto tribale che rendeva pericoloso lavorare lì. Ma Alemseged riuscì a superare quegli ostacoli e grazie alla sua perseveranza e alla capacità di negoziazione il ​​10 dicembre 2000 raccoglie i frutti del suo lavoro. Mentre osserva una collina e setacciava la terra e le macerie, insieme al suo team scopre lo scheletro fossile di una bambina di 3,3 milioni di anni. Trovare resti umani così antichi è notevole ma trovare quelli di un bambino di 3 anni, davvero molto fragili, è stato straordinario.

Selam non è solo il bambino antico più completo portato alla luce finora, ma è anche  l’esempio più chiaro della sua specie. A differenza dello scheletro più famoso ma meno completo di Lucy, i resti di Selam includono dita, un piede, un intero busto e, cosa più importante, un volto.

La bambina rivelò al mondo per la prima volta anche come si muovevano i suoi simili circa 3,3 milioni di anni fa. Le ossa dell’anca, della gamba e del piede dell’Australopithecus afarensis indicavano che Selam era una specie che camminava eretta.

Oggi, dopo 20 anni, Alemseged continua a studiare Selam, certo che la piccola gli rivelerà ancora nuovi indizi sulla storia umana.

Fonti di riferimento: Calacademy

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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