Artemisia Gentileschi, il docufilm sulla pittrice guerriera pioniera nella lotta contro la violenza sulle donne

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Disparità di genere, di mezzi e di opportunità: la storia di Artemisia Gentileschi, profondamente legata non solo alle sue splendide opere, ma anche alle dure lotte femministe, diventa un docufilm in uscita in streaming oggi 25 novembre, Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Artemisia Gentileschi. Pittrice Guerriera è il titolo della pellicola disponibile sulle piattaforme Chili e Amazon Prime e diretta da Jordan River. Scritto dallo stesso Jordan River e da Michela Albanese, il film si è anche avvalso della consulenza di tre storici dell’arte: Adriana Capriotti, Alessandra Masu e Simon Gillespie.

(Artemisia Gentileschi: il doodle di Google rende omaggio alla pittrice contro la violenza sulle donne)

Figlia del pittore Orazio Gentileschi, Artemisia fu la prima donna ad essere ammessa in un’Accademia di disegno e la prima artista italiana ad avere una carriera internazionale. Eppure per lei è stato necessario combattere per una vita intera perché donna in un campo tutto al maschile e contro lo stigma sociale di vittima della violenza di uno stupro, episodio che la costrinse a lasciare Roma per mettere a tacere le voci di un ipotetico scandalo.

Non è un caso, dunque, che il film esca proprio oggi, giornata in cui si ricorda quanto c’è ancora da fare contro la violenza di genere.

(La storia della giornata contro la violenza sulle donne, l’incubo del lockdown e quelle richieste di aiuto aumentate del 73%)

Chi era Artemisia Gentileschi

Nata a Roma nel 1593 Artemisia Gentileschi era figlia di Orazio, pittore dell’epoca e amico di Caravaggio. La giovane donna intraprende la carriera del padre, frequenta artisti e dipinge in maniera sublime. Solo a 17 anni realizza il primo dipinto “Susanna e i vecchioni”, dove si intravede il realismo di Caravaggio e le forme dei Carracci.

Ma la sua vita e il suo successo sono offuscati da un scandalo che la segna profondamente: nonostante Artemisia fosse confinata in casa dal padre, Agostino Tassi, pittore e amico del padre, riesce ad approfittare di lei e a violentarla. Aveva 18 anni e il padre Orazio denuncia il fatto alle autorità dopo un anno. Il processo per stupro, all’epoca, segna il disonore di Artemisia che da quel momento in poi, nonostante sia una vittima, viene considerata una poco di buono.

Qui potete leggere tutta la storia di Artemisia Gentileschi.

Il docufilm su Artemisia Gentileschi

Già presentato in festival internazionali vincendo vari riconoscimenti (Migliore Documentario al XXIV Terra di Siena International Film Festival 2020; Premio Best Docudrama al Global Nonviolent Film Festival 2020, USA; Festival Internazionale Visioni dal Mondo – Panorama Italiano 2020; finalista al Los Angeles Cinematography Awards 2020, USA) e in concorso per il David di Donatello 2021, il docufilm racconta la storia di Artemisia sin dal 1623, anno in cui viene ammessa all’Accademia di Disegno di Firenze.

artemisia-locandina

Da lì è poi tutto un excursus sulla vita della pittrice, anche e soprattutto attraverso i suoi capolavori, conservati in importanti musei internazionali (dal Detroit Institute of Arts al Columbus Museum of Art negli Stati Uniti al Palazzo Reale di Madrid, dal Stiftung Preußische Schlösser und Gärten Berlin-Brandenburg di Berlino alla Galleria Spada di Roma) e in alcune collezioni private, come l’Aurora (1627 circa), e il David and Goliath (1639), scoperto di recente a Londra grazie al restauratore britannico Simon Gillespie che, in un’intervista esclusiva per il film, spiega come sia stata la spada di David, dopo il restauro, a svelare l’identità dell’autrice del dipinto.

“Ho voluto realizzare quest’opera per raccontare anche la dimensione interiore di un’artista, finanche, in questo caso, una donna – dice il regista Jordan River. Nei documentari d’arte la dimensione spirituale è quasi assente. Penso che un pittore ‘maturo’, quando realizza dei capolavori, non si limiti a come dare colore e abbellire i salotti dei regnanti, ma esprima anche, e soprattutto, una visione interiore dell’esistenza umana. Nel realizzare questo documentario volutamente un po’ didascalico (proprio per fornire agli spettatori gli strumenti utili per ogni livello di conoscenza, rendendolo accessibile a tutti), volevo ripercorrere tutta la vita dell’artista, senza però ridurlo a un mero racconto biografico. Penso che la vita di Artemisia e le sue opere possano oggi farci immergere nella potenza dell’arte sul piano emozionale e comprendere ciò che vive nell’animo di un artista a tratti oppresso da quelle circostanze quotidiane che a volte la vita può riservare a un essere umano”.

A interpretare Artemisia, nel film, è l’attrice Angela Curri. Infine, oltre a quella a Simon Gillespie, nella pellicola si trovano anche le interviste ad Adriana Capriotti (Storica dell’Arte, Direttrice Galleria Spada, MiBACT) e ad Alessandra Masu (Storica dell’Arte, collezionista).

Fonte: Artemisia Gentileschi il film

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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