5 edifici dell’archeologia industriale trasformati in centri d’arte (e non solo)

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Capita a volte che al pari di tanti materiali come plastica, vetro e così via, anche interi edifici trovino una nuova vita. Fabbriche, officine, magazzini e centrali elettriche, figli della rivoluzione industriale, col passare del tempo e per i motivi più svariati, si sono trasformati diventando luoghi di cultura o di commercio.

Sono tutti quegli edifici che appartengono alla cosiddetta archeologia industriale che riunisce per lo più intere costruzioni dismesse. In Italia, soprattutto al Nord ce ne sono tantissime, noi ne abbiamo scelte cinque. E voi ne conoscete altre?

Ex officine Ducrot a Palermo

Oggi conosciute come i Cantieri culturali della Zisa, le ex officine Ducrot insieme all’ex Chimica Arenella, sono i due esempi principali di archeologia industriale presenti a Palermo. La struttura è composta da 23 capannoni che dal 2009, ospitano una sede distaccata del Centro sperimentale di cinematografia di Roma. Più di 1800 metri utilizzati anche per mostre, eventi teatrali e musicali. Dal 2012 i Cantieri della Zisa sono sede di ZAC_ Zisa Zona Arti Contemporanee nonché del cinema pubblico intitolato De Seta. Nel 2014 hanno ospitato anche Fa’ la cosa giusta! Sicilia.

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Ex officine Savigliano a Torino

La Snos, la Società nazionale officine di Savigliano, fondata a Torino alla fine del 1800, è stata una delle più prestigiose società industriali. Dove prima si costruivano e riparavano materiali ferroviari sorge oggi lo Snos Gallery, un ampio spazio che racchiude negozi, uffici ma anche, abitazioni.

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Ex centrale Montemartini a Roma

Dal 1997 ospita centinaia di sculture ma, l’attuale polo espositivo, era nato come una centrale termoelettrica, la Montermatini. Costruita dall’azienda elettrica municipale in zona Ostiense, a Roma è oggi uno spazio museale permanente acquisito dai Musei Capitolini. Al suo interno, è possibile ammirare sia sculture classiche che gli antichi macchinari utilizzati nella centrale.

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Ex molino Stucky a Venezia

Costruito nel 1895 per la produzione di farina dall’imprenditore Giovanni Stucky, il molino veneziano è un esempio di architettura neogotica applicata a un edificio industriale. Per anni abbandonato, è oggi un hotel della catena Hilton. L’idea di istituire un mulino nella laguna fu dettata dal voler sfruttare il canale per un trasporto più veloce del grano. Il molino dava lavoro a 1500 operai riuscendo a produrre 2500 quintali di farina al giorno.

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Ex Fornace Penna a Ragusa

Realizzata nei primi anni del Novecento, la Fornace Penna si trova in una frazione del comune di Scicli, in provincia di Ragusa. Nata come uno stabilimento che produceva laterizi, si è trasformata in set cinematografico grazie al commissario Montalbano, diventando La Mannara. Attualmente è abbandonata ma recentemente è stato avviato il progetto di recupero.

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Dominella Trunfio

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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