Paula Becker, la prima pittrice donna ad aver eseguito autoritratti nudi sfidando le convenzioni del tempo

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Il 21 novembre di 112 anni fa moriva a soli 31 anni Paula Becker. Un’artista geniale, anche se meno conosciuta di altre, che in dieci anni di attività sfornò moltissimi capolavori, sfidando il pudore dell’epoca con i suoi autoritratti nudi. Si ritiene sia stata la prima artista a farlo, fatta eccezione per Artemisia Gentileschi, e osò ritrarsi nuda incinta, sebbene non lo fosse.

Tuttavia molti dei suoi dipinti rimasero nascosti per sua stessa volontà, Paula li celeva non solo agli sguardi dei colleghi ma anche del marito. E solo dopo la sua morte vennero scoperti, circa 740, di cui solo 3 venduti.

Oggi il Paula Modersohn-Becker Museum è dedicato proprio a lei, in quel di Brema, fondato nel 1978 dalla figlia Tillie.

La vita di Paula

Paula-Becker

Nata nel 1876 a Dresda da una famiglia benestante, Paula aveva ricevuto un’educazione aperta verso l’arte e la letteratura, e fu proprio una zia a incoraggiarla a studiare arte. Così decise di frequentare la scuola per donne artiste di Berlino entrando in contatto con la colonia di artisti di Worpswede, che credeva nell’importanza del ritorno alla natura, rifiutando d’altra parte l’impostazione accademica.

Grazie alla scultrice Clara Westhoff, qui conosciuta, Paula imparò diverse tecniche grafiche e iniziò a praticare la pittura all’aperto. In questo contesto conobbe anche Otto Modersohn, suo futuro marito.

Autoritratto

Photo Credit: Wikipedia

Dipinti Paula-Becker

Ma non era fatta per la vita matrimoniale, così decise di raggiungere Parigi dove seguì lezioni di anatomia visitando gallerie e musei, e conoscendo movimenti d’arte moderna. Chiese ad alcuni artisti tra i più innovativi dell’epoca di frequentare i loro studi, cosa che era alquanto audace per quei tempi. Fu allora che decise di firmarsi con il suo nome da nubile. Quello parigino fu un periodo molto creativo e interessante per lei.

Paula-Becker

Il marito, però, non voleva rassegnarsi e la convinse a tornare a casa, dove rimase incinta, non senza difficoltà durante la gravidanza. Fu dopo la nascita della figlia che, nel 1907, morì per complicazioni cardiopolmonari. Nel frattempo aveva realizzato 1.400 opere, di cui soltanto una venne venduta mentre era in vita.

La pittura di Paula

Il suo stile si evolse nel tempo, se prima del matrimonio era molto brava a descrivere la realtà in modo fedele, dopo cominciò a essere più espressionista, ispirata particolarmente dall’arte primitiva.

paula becker dipinti

Photo Credit: wikipedia

Paula Becker

Photo Credit: Wikipedia

Gran parte dei suoi soggetti erano donne, e per molto tempo la sua modella preferita fu la vecchia dell’ospizio. Rappresentava spesso anche i contadini e i bambini dell’ospizio, ma non li raffigurava con compassione, per lei erano custodi di un’esperienza connessa con la sacralità, che li rendeva speciali, non emarginati. Numerose anche le nature morte nel suo stile inconfondibile.

natura morta

Photo Credit: Wikipedia

Insomma, una pittrice meno conosciuta di altre ma non per questo meno geniale, che ha osato guardare il mondo da una prospettiva tutta sua, sfidando stereotipi e canoni del suo tempo. E che merita quindi un grande riconoscimento, sia come artista che come donna.

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Photo Credit: Facebook e museen-boettcherstrasse

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Laureata in Scienze dei Beni Culturali, redattrice web dal 2008 e illustratrice dal 2018, ha pubblicato per Giochidimagia Editore "Il sogno attraverso il tempo". Con SpiceLapis ha realizzato "Memento Mori, guida illustrata ai cimiteri più bizzarri del mondo".
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