“Non comprate libri su Amazon, salviamo le nostre librerie”: l’appello della sindaca di Parigi, in pieno lockdown

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Amazon potrebbe rappresentare la morte delle librerie locali e per questo la sindaca di Parigi lancia un accorato appello: non acquistate il libri online! Così Anne Hidalgo, prima cittadina della Ville Lumière, esorta i parigini, chiedendo tra l’altro al governo una deroga al lockdown per le librerie e sostenendo una petizione.

Un intervento il suo che segue l’annuncio di domenica scorsa da parte del primo ministro Jean Castex proprio della chiusura delle librerie per il nuovo periodo di contenimento (e in cui i prodotti “non essenziali” non potranno nemmeno più essere venduti nei supermercati) e che sicuramente avrà risposta positiva vista l’affluenza dei giorni scorsi dinanzi a un negozio di libri in un’altra cittadina.

I francesi, insomma, sembrano pronti a non accantonare la cultura e le botteghe del posto.

Lo dico davvero ai parigini: non comprate su Amazon. Amazon è la morte delle nostre librerie e della nostra vita di quartiere”, ha detto la sindaca a Le Journal du Dimanche.

Così la Hidalgo ha lanciato il suo monito, a sostegno dello scrittore Sylvain Tesson e della sua iniziativa dei librai chiamata “Rallumez les feux de nos librairies” (Riaccendere i fuochi delle nostre librerie) per chiedere la riapertura di queste attività che, secondo il volere del Governo centrale, dovrebbero rimanere chiuse per restrizioni alla vendita di beni “non essenziali”.

La petizione

Anne Hidalgo annuncia di sostenere anche la petizione lanciata dal Sindacato delle Librerie francesi che unisce librai, editori, scrittori, lettori, un appello al Presidente della Repubblica affinché si scelga di tenere aperte le librerie come le biblioteche.

“[…] queste librerie svolgono un ruolo che nessun altro può svolgere nell’anima del nostro tessuto sociale e della nostra vita locale – si legge nella petizione – nella trasmissione della cultura e del sapere e nel sostenere la creazione letteraria. Sono anche uno dei baluardi più efficaci contro l’ignoranza e l’intolleranza”.

Parole che non possiamo non condividere e una paura comune a tutti i più assennati. Chiudere per lungo tempo librerie, così come biblioteche o scuole, ma anche teatri e cinema, equivale a una sconfitta e a reali minacce: il buio culturale, i pensieri aridi e unilaterali, la mancanza di strumenti per crearsi un’opinione soggettiva che ne potrebbero scaturire.

Fonte: LJDD

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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