©Stuart R. Stock via ScienceAlert

I raggi X rivelano un antico amuleto nascosto per millenni all’interno della mummia egiziana di una bimba

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Le scansioni ai raggi X di un’antica mummia egiziana regalano una scoperta sorprendente. A dispetto della raffigurazione esterna, che ritrate una donna, si tratta di una bambina di appena 5 anni che conservava un misterioso amuleto.

Un sarcofago egiziano decorato col ritratto di una donna conteneva una sorpresa: il corpo di una bambina che aveva solo 5 anni quando morì. Ora, gli scienziati hanno scoperto molto di più sulla misteriosa giovane e sulla sua sepoltura, grazie alle scansioni ad alta risoluzione e a raggi X che sono riuscite a cogliere dettagli senza precedenti e porzioni molto piccole del manufatto.

Le scansioni effettuate grazie alla tomografia computerizzata dei denti e del femore della mummia hanno confermato l’età della bambina, anche se non hanno mostrato segni di traumi nelle sue ossa utili a fornire informazioni sulla causa della sua morte. I raggi X mirati e ad alta intensità hanno anche rivelato un oggetto misterioso posizionato sull’addome della piccola.

La mummia, nota come “Hawara Portrait Mummy No. 4”, fa parte della collezione del Block Museum of Art della Northwestern University. Fu ritrovata tra il 1910 e il 1911  nell’antico sito egizio di Hawara e risale al I secolo d.C. circa, quando l’Egitto era sotto il dominio romano.

Le scansioni eseguite sulla mummia circa due decenni fa erano a basso contrasto e molti dettagli erano difficili da vedere. Per la nuova analisi, invece, i ricercatori hanno condotto nuove scansioni TC per visualizzare la struttura della mummia nella sua interezza. Si sono quindi concentrati su regioni specifiche utilizzando la diffrazione di raggi X, in cui un fascio di raggi X molto concentrato rimbalza sugli atomi  nelle strutture cristalline, rivelando il tipo di materiale di cui è fatto l’oggetto.

“Questa è la prima volta che la diffrazione di raggi X è stata utilizzata su una mummia intatta”,

ha detto l’autore principale dello studio Stuart Stock, professore di ricerca di biologia cellulare e dello sviluppo presso la Feinberg School of Medicine della Northwestern University di Chicago.

“Durante l’era romana in Egitto, si iniziarono a realizzare mummie con ritratti attaccati alla superficie frontale”, ha detto Stock. “Ne sono state fatte molte migliaia, ma la maggior parte dei ritratti è stata rimossa dalle mummie che abbiamo – forse solo da 100 a 150 hanno ancora il ritratto attaccato alla mummia”.

Anche se il ritratto  mostrava una donna adulta, le dimensioni ridotte della mummia suggeriscono che si tratta di una bambina piccola, ancora priva dei denti permanenti. Il suo corpo misurava 93,7 cm dalla sommità del cranio alla pianta dei piedi. I ricercatori hanno anche rilevato 36 strutture aghiformi, 11 intorno alla testa e al collo, 20 vicino ai piedi e 5 vicino al busto. La diffrazione dei raggi X ha determinato che si trattava di “moderni” fili metallici o perni che potrebbero essere stati aggiunti per stabilizzare il manufatto durante il secolo scorso.

sarcofago donna

©Stuart R. Stock via ScienceAlert

Un’altra scoperta ha lasciato a bocca aperta gli scienziati: un piccolo oggetto ellittico lungo circa 7 mm era posto sull’addome della piccola. La diffrazione dei raggi X ha mostrato che era fatto di calcite. In attesa di ulteriori analisi, gli autori della scoperta hanno ipotizzato che potrebbe essere un amuleto posto sul corpo del bambino danneggiato durante la mummificazione.

Dopo tale incidente, i sacerdoti spesso posizionavano un amuleto come uno scarabeo sulla parte del corpo danneggiata per proteggere la persona nell’aldilà, e l’oggetto di calcite aveva all’incirca le dimensioni giuste ed era nella giusta posizione perché fosse un scarabeo protettivo.

I risultati sono stati pubblicati sul  Journal of the Royal Society Interface.

Fonti di riferimento: ScienceAlert, Journal of the Royal Society Interface

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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