Alluvione a Venezia: sott’acqua anche il ‘graffito-denuncia’ di Banksy

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Durissime ore queste per Venezia, dove l’acqua alta e la devastante marea non hanno risparmiato nessun angolo della città, nemmeno la Basilica di San Marco e l’opera di street art di Banksy, l’anonimo e misterioso artista britannico.

Suo, infatti, il murale a spray ritraente un bambino profugo nel vento, giubbotto di salvataggio e un razzo fluorescente in una mano, fatto lo scorso maggio nei pressi di Campo Santa Margherita a Venezia, che oggi è stato ritrovato per metà sott’acqua.

Sull’opera, che tra l’altro ha fatto aumentare e di parecchio le quotazioni dell’edificio sul quale è stata realizzata, fu aperto un fascicolo contro ignoti per violazione (l’accusa fu di aver violato l’articolo 169 del codice dei beni culturali del 2004 che punisce chiunque senza autorizzazione esegue opere di qualunque genere sui beni culturali).

Ma la procura della Repubblica di Venezia decise di archiviare il caso, perché si trattava di un “graffito-denuncia” sul dramma delle migrazioni che, una volta rivendicato su Instagram, è divenuto a sua volta un’opera d’arte.

Ma l’acqua è arrivata anche nella Basilica di San Marco. Danni all’atrio e ai marmi da poco restaurati e non solo: nemmeno la Cripta è stata risparmiata e un metro d’acqua ha invaso i mosaici dorati e il nartece.
Leggi qui le condizioni della Basilica di San Marco.

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Germana Carillo
Foto Ansa

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Giornalista pubblicista, classe 1977, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing e correzione di bozze. Direttore di Wellme.it per tre anni, scrive per Greenme.it da dieci. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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