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Un "red carpet" davvero insolito si rotola per le strade, dietro gli angoli, le scale, tra gli alberi e nel cuore degli abitanti del piccolo paesino francese di Jaujac, nel dipartimento dell'Ardèche della regione del Rodano-Alpi. La sua straordinaria caratteristica? Essere realizzato interamente con manto erboso.

Si tratta di un'installazione dell'artista visivo marsigliese Gaëlle Villedary , realizzata in occasione del decimo anniversario anni della manifestazione Sentiero Arte e Natura "Sur mon chemin un artiste passe...", che mira a far riscoprire la comunione tra la natura e l'uomo attraverso l'arte. Ed è stato proprio questo che l'artista ha fatto con questo lavoro, che, nonostante il colore verde dell'erba che lo forma, si chiama proprio "Tapis rouge".

Questo evento, che affonda le sue origini nella voglia da parte del Comune di Jaujac di riscoprire la natura e i paesaggi della Valle Lignon, paesaggi che hanno molto da raccontare soprattutto sulle loro trasformazioni e mutazioni, nasce nel 2002, supponendo che l'immaginazione, la volontà, la creatività e l'ingegno degli artisti visivi, portatori e garanti di queste virtù, fossero in grado di reinventare e ricreare gli spazi proprio in questa direzione. Così, da quel momento in poi, ogni anno gli artisti di tutto il mondo hanno dato vita a opere in giro per Jaujac, nelle aree pubbliche così come in quelle private.

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Tutte installazioni di arte contemporanea realizzate in simbiosi con la natura e il patrimonio storico in cui vengono inserite, coinvolgendo le persone della valle e le loro storie. Proprio come è riuscito a fare l'attraente "Tapis Rouge!", un'opera che ha avuto bisogno, per essere realizzata, di ben 168 rotoli di manto erboso, ovvero 3,5 tonnellate di erba, che hanno coperto 420 metri di sentieri dell'antico borgo, attraverso un percorso tortuoso che porta verso la valle che si sviluppa tutt'attorno.

"Attraversare il paese –spiega l'artista descrivendo la sua installazione- per collegare le aree naturali da una parte e dall'altra, un collegamento, un percorso, un sentiero, che collega il cuore del paese e dei suoi abitanti con la valle. L'incarnazione del filo che attraversa i secoli è, per Jaujac, un pezzo di natura, una comunione tra natura e uomo, attraverso l'arte. Questo prato assolutamente autorizzato, come una rinascita della vita sull'asfalto, sul cemento sul catrame, guida i nostri passi, curioso di vedere dove ci porta". Insomma, un travolgente tocco di verde che esalta la naturale bellezza dell'erba e del luogo che la ospita. Pura bellezza verde.

Roberta Ragni

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