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Dipingere con lo smog. È l’inaspettata frontiera raggiunta grazie alle provocatorie opere di pittura realizzate dall’artista fiorentino Alessandro Ricci, che dal 2000 si impegna nel raccogliere le polveri che a causa dell’inquinamento si depositano sugli edifici e sui monumenti del capoluogo toscano per poi trasformarle nella materia attraverso la quale realizzare i propri quadri.

Alessandro ha cominciato raccogliendo le grigie tracce lasciate dallo smog dalle persiane delle abitazioni situate sulle strade più trafficate di Firenze, per poi servirsi delle polveri rimosse dalle superfici di importanti monumenti, quali statue in marmo, antiche chiese e lo stesso Duomo fiorentino, grazie all’aiuto del centro C.N.R. della città.

L’intento della sua arte è prevalentemente provocatorio. Con le sue opere Alessandro Ricci desidera, da una parte, convogliare la nostra attenzione sull’ingente quantità di smog dalla quale sono interessate le grandi città della penisola, dall’altra, il suo intento è quello di mettere in evidenza quanto vengano trascurati tutti quei monumenti dal valore inestimabile presenti a Firenze, che dovrebbero invece essere trattatati con i guanti bianchi quali simboli indiscussi del patrimonio artistico italiano.

La sua battaglia contro l’inquinamento a Firenze sembra aver raggiunto almeno in parte dei buoni risultati, data la decisione del sindaco della città di chiudere al traffico gran parte delle strade del centro storico, provvedimento volto al miglioramento della qualità dell’aria ed alla salvaguardia dei beni artistici e degli antichi edifici della città.

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Ricci è autore sia di opere figurative che astratte. Per ognuna di esse è attento ad utilizzare le polveri più pure, non contaminate cioè da agenti chimici esterni o da vernici. Le polveri si trasformano in un mezzo artistico che sostituisce completamente carboncini o acquarelli. Esse vengono fissate alla tela grazie all’impiego di resine naturali adatte allo scopo.

L’artista raccoglie lo smog dalle superfici utilizzando del cotone pulito ed esso viene in seguito applicato su tela o su legno per creare disegni variegati, a volte più semplici, altre volte estremamente complessi ed intricati, soprattutto nel momento in cui egli decide di sfruttare fantasia ed astrazione.

Negli anni Alessandro non ha mai pensato di mettere in vendita le proprie opere, ritenendo che ciò avrebbe annullato il proprio scopo principale, quello cioè di sensibilizzare lo sguardo di ogni cittadino verso il problema dell’accumulo delle polveri inquinanti in città, le stesse che noi ogni giorno ci ritroviamo volenti o nolenti a dover respirare.

Potete ammirare tutte le opere di alessandro qui

Marta Albè

Foto copertina: Michelle Tarnopolsky

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