green_filmAppuntamenti da non perdere per tutti quelli che amano il cinema e la cultura green. È appena terminato lo Slow Food On Film, evento annuale organizzato dal presidente di Slow Food, Roberto Burdese, e da Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna, un festival di cinema per parlare di natura e cultura. Ma non solo. «Pur partendo dal cibo si sono affrontati temi quali il clima, la biodiversità, la sostenibilità, la giustizia sociale, i rifiuti, la sovranità alimentare - afferma Burdese -. Troppe volte le soluzioni a questi problemi sembrano lontane, ma vedendo questi film ti accorgi di quanto la lucidità di analisi degli autori venga in soccorso. Slow Food on Film infatti moltiplica le chiavi di lettura con le quali ci confrontiamo ogni giorno».

Vincitore della Chiocciola d'Oro è stato Robert Kenner con l'impressionante Food, Inc., film che - come si legge nella motivazione espressa dalla giuria, composta da Thomas Struck (direttore di Kulinarische Kino alla Berlinale), Abbas Arnaout (regista e scrittore giordano), JP Gené (giornalista) e Mario Gianani (produttore) - «apporta un forte contributo al discorso sulla disastrosa situazione alimentare del pianeta. Il mondo Slow Food è ben consapevole del potere che hanno i consumatori, ma spesso si trova a parlare di argomenti che gli associati già conoscono. Invece questo film vuole raggiungere un pubblico più vasto. Racconta la storia di un sistema internazionale di produzione alimentare molto complesso in modo comprensibile, informativo, ma allo stesso tempo spettacolare. Auspichiamo con questo premio che il film possa trovare una distribuzione in Italia e nel resto del mondo e che risvegli le coscienze sul tema del cibo che acquistiamo e che portiamo sulle nostre tavole».

Premio al miglior cortometraggio documentario è andato all'ungherese Sándor Mohi per Imádság (La preghiera), spaccato dei cinque anni di vita di una coppia di anziani contadini; premio al miglior cortometraggio di finzione per Thé noir del francese Serge Elissalde, ironica e paradossale riflessione su come una semplice ed innocua tazza di tè possa provocare una crisi d'angoscia. Infine, la Food & Film Academy - giuria internazionale che seleziona il miglior lungometraggio di finzione - ha premiato Pranzo di Ferragosto di Gianni Di Gregorio, mentre il premio per la miglior serie televisiva è stato assegnato a Report di Milena Gabanelli. Il tutto nel nome di Ermanno Olmi, presente per la proiezione speciale del suo nuovo documentario Terra Madre.

Da Bologna a Palermo il passo è breve. Dal 3 al 9 giugno il capoluogo siciliano è il centro in cui si svolge l'EcoVision Festival, Festival Internazionale di Ambiente e Cinema, gemellato per l'occasione con il Festival di Fortaleza (Brasile) che si tiene dal 18 al 24 luglio. Come motivato dagli organizzatori, «l'intesa nasce proprio per risvegliare nel pubblico e nei media l'importanza di preservare l'ambiente e lo sviluppo sostenibile, riuscendo nello stesso tempo a mettere in luce temi di grande emergenza, in un mondo devastato da guerre religiose, etniche, politiche ed economiche, attraverso nuovi autori emergenti».

Apertura dedicata proprio al paese sud americano con il documentario I ragazzi di Ipanema di Tonino Pinto, alcuni estratti del film di Sandra Werneck Sexo, crochë e bicicleta e concerto del grande pianista Ivan Lins. Oltre all'anteprima del documentario di Jeremy Gilley The Day After Peace, realizzato con il contributo di diverse personalità impegnate nel sociale quali il Dalai Lama, Kofi Annan, Angelina Jolie, Jude Law e Annie Lennox.

La Giuria Internazionale, presieduta da Tonino Pinto e composta da giornalisti, critici ed operatori culturali, attribuirà il Gran Premio Ecovision Festival 2009 all'opera ritenuta più meritevole per l'ideazione, la realizzazione, i valori educativi ed i contenuti. 55 i film in concorso da 70 paesi diversi, con oltre 100 anteprime tra mondiale, europee e nazionali. Tra le pellicole, da segnalare lo spagnolo Cenizas del cielo di José Antonio Fernández Quirós, il forte documentario tedesco Cosa resta di Fabian Daub e Andreas Gräfenstein, Il cielo sopra l'Olanda di Rolf van Eijk, il brillante L'era degli stupidi di Franny Armstrong (con Pete Postlethwaite e Jeh Wadia) e il toccante La fabbrica dei tedeschi di Mimmo Calopresti.

Alessandro Zoppo


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