Cattedrale_vegetale

Sarà inaugurata sabato 4 settembre la prima Cattedrale Vegetale che sorgerà a Oltre il Colle, una località del bergamasco, ai piedi del Monte Arera, a 1345 metri di altitudine. Si tratta di un'opera d'arte, un vero e proprio santuario verde che potrà vantare 5 navate e 42 colonne realizzate con ben 1800 pali di abete, 600 rami di castagno e 6 mila metri di rami di nocciolo tenuti insieme intrecciando legno flessibile, picchetti, chiodi e corde.

Il progetto, ispirato ai principi della Land Art riprende l'opera che l'artista Giuliano Mauri, scomparso lo scorso anno, presentò nel 2001 all'interno di Arte Sella ed è stato portato a termine in questi giorni a due anni dall'avvio dei lavori per celebrare l'Anno internazionale della biodiversità.

Voluta dal Parco delle Orobie Bergamasche, insieme ai Comuni di Oltre il Colle, Roncobello e Ardesio e con la partecipazione del Centro di Etica Ambientale di Bergamo, la struttura sorge, circondata da alberi, al centro di una silenziosa radura e si estende per 650 metri quadrati di superficie. Lunga 28,5 e larga 24 metri, la Cattedrale vegetale ha un'altezza che varia da 5 a 21 metri destinata ad aumentare, con le piante che cresceranno, di circa 50 centimetri all'anno.

"L'idea è nata un po' di anni fa quando ero dirigente del servizio parchi della Regione Lombardia - racconta Franco Rossi, presidente del Parco delle Orobie Bergamasche - Nei parchi, l'idea di fruizione per l'uomo è sempre stata legata a qualcosa che modificasse l'ambiente: alberghi, sentieri, impianti di risalita; ora abbiamo voluto proporre qualcosa di significativo che rispettasse al 100% la natura".

Ma il nuovo santuario che assumerà via via sempre più la forma di una verde cattedrale gotica non sarà adibito a luogo di culto bensì, sfruttando la sua struttura aperta e percorribile in ogni direzione è destinato ad ospitare eventi culturali, concerti, manifestazioni folkloristiche, oltre che diventare luogo di sosta per momenti formativi e come base di partenza ed arrivo per i percorsi e i sentieri del Parco.

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Come spiega, infatti Paola Tognon, curatrice del progetto all'Adnkronos: "Non ci sono altari, non c'e' un ingresso, non c'e' un unico punto di vista, non c'e' una porta. Si puo' accedere da tutti i lati perche' e' un luogo naturale. Nelle volontaà dell'artista si prevede che questo luogo diventi una sorta di teatro naturale per eventi che si legano all'arte, alla creativita'"

Ed è con questo spirito che sabato l'inaugurazione sarà celebrata da un concento di ottoni. Durante il taglio del nastro, per onorare l'anno della biodiversità si assisterà alla presentazione del progetto di valorizzazione dei sentirei e ad un'escursione guidata sul Pizzo Arera.

Simona Falasca

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