Accademia della Crusca: no alle parole in inglese per fare filosofia

filosofia in italiano

Inglese e tecnicismi banditi dall'insegnamento della filosofia nelle scuole. Lo impone l'Accademia della Crusca, che insieme alla Società Filosofica, ha inviato un monito al mondo della scuola.

Via quindi 'debate', utilizzato al posto di diatriba, dibattito e discussione. Non si può pensare di parlare di filosofia, di interrogarsi su questi temi utilizzando termini in inglese, dicono i letterati.

Da ieri è in corso a Firenze il convegno “Fare filosofia in italiano: fra Ottocento e Novecento” organizzato dall’Accademia della Crusca e dalla Società Filosofica Italiana in cui linguisti e filosofi si stanno confrontando su pensatori in lingua italiana, da Leopardi a Cattaneo, da Gentile a Croce.

Dall'incontro è emerso un chiaro segnale che l’Accademia e la Società Filosofica vogliono inviare al mondo della scuola:

“Si può e si deve usare la lingua italiana per scopi speculativi e per analisi qualitative di grande impegno”.

Secondo l'Accademia infatti si deve far filosofia in italiano perché in caso contrario, si rischierebbe inavvertitamente di snaturare l'impostazione filosofica "di taglio storico e critico, tipica della tradizione italiana”.

Un'indicazione precisa, anche alla luce del fatto che la filosofia sta trovando sempre più spazio nelle scuole. Si parla infatti di introdurla anche negli istituti tecnici e nel prossimo anno scolastico potrebbe diventare materia opzionale nel secondo biennio e nell’ultimo anno.

“Non è possibile, come è accaduto di recente, far credere che la dialettica del pensiero si esprima attraverso quello che è stato definito il “debate”, come se la retorica classica, la scuola medievale e la Ratio studiorum gesuitica non avessero proposto da secoli, e in forma anche più raffinata, i medesimi modelli che negli ultimi mesi ci sono giunti attraverso il MIUR, riverniciati con un po’ di modernità tecnologica.” spiega l'Accademia.

vocabolario antico

D'altro canto, la filosofia è un ottimo strumento che ci aiuta a pensare in maniera critica, non solo da grandi ma anche da piccoli.

Per questo si sta valutando anche di insegnarla fin dalla scuola primaria, in modo da stimolare i bambini alla riflessione sulle grandi domande e questioni della vita.

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Francesca Mancuso

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