bibliolapa

Da un anno porta libri in tutta Italia, ma soprattutto la voglia di condividere delle esperienze educative ‘informali e accidentali’. È la ‘Bibliolapa’ del Centro studi Paolo Borsellino.

Da una semplice Ape a una vera e propria biblioteca. A Palermo nello slang locale questa tre ruote si chiama ‘lapa’, da qui il nome curioso bibliolapa. Il progetto che ha un anno di vita, è nato grazie a Rita Borsellino, presidente del Centro e sorella di Paolo, il magistrato ucciso nella strage di via D’Amelio il 19 luglio 1992.

L’obiettivo è quello di promuovere la lettura attraverso incontri pubblici con gli autori e altre iniziative, sulla scia di quello che aveva già fatto Filippo Nicosia con il suo Pianissimo. La motoape era stata donata da un gruppo di associazioni della Val Camonica.

"L’idea, nella sua straordinaria semplicità, mi ha subito entusiasmato. Abbiamo deciso di mettere in strada la cultura affinché i libri arrivino a tutti, adulti e bambini, fuori dai luoghi tradizionali, scuole o biblioteche. La nostra ambizione è quella di far affezionare chiunque incontreremo alla lettura", spiegava Rita Borsellino all’esordio della bibliolapa.

 

IC Valente di Roma "Letture di strada e cittadinanza attiva"

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Oggi il progetto continua e va a gonfie vele, non solo libri in piazza, ma anche in luoghi di detenzione o in ospedale.

“La bibliolapa può essere considerata alla stregua di un bene pubblico che offre l’accesso ad un patrimonio culturale comune principalmente rivolto a scuole e luoghi dell’apprendimento che è in grado di raggiungere fisicamente i potenziali utenti, uscendo dalle sedi fisiche degli istituti”, si legge sul sito web.

 

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Una biblioteca itinerante che promuove la cultura in generale, con libri, riviste, bollettini che prendono vita grazie ad approfondimenti, letture, animazioni e ancora seminari, convegni, tavoli tematici.

Nella bibliolapa c’è poi uno scaffale multiculturale “con un insieme di testi particolari che caratterizza la biblioteca stessa, ma che rappresenta sopratutto un orizzonte di lavoro ideale contro l’esclusione ed in favore dell’intreccio di legami sociali e solidali. In tal senso la biblioteca itinerante può assumere la funzione di stimolazione del senso di appartenenza alla nostra comunità nazionale e contribuire al processo di integrazione delle comunità straniere”.

Altre biblioteche mobili sparse in tutto il mondo:

 

Stefania Blandeburgo anima la #Bibliolapa

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Un centinaio di libri che hanno già toccato le principali città italiane ma che hanno ancora tanta strada da fare perché il sogno di Rita Borsellino è quello di “portare la bibliolapa ovunque anche sulla spiaggia di Mondello”.

Dominella Trunfio

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