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Un albergo con la peggiore vista sul mondo, ovvero la barriera creata per separare i territori israeliani da quelli palestinesi. È l’ultima trovata di Banksy che l’11 marzo, apre le porte del suo hotel.

Dopo il parco giochi di Dismaland e le sue numerose incursioni artistiche di denuncia sociale nei luoghi più disparati della terra, questa volta il misterioso artista di Bristol ha aperto a sorpresa un albergo a Betlemme, in Palestina.

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Una guesthouse molto particolare, perché si trova a pochi metri di distanza dal muro fatto costruire per separare palestinesi e israeliani. D’altronde, ‘Walled Off Hotel’ (l'albergo fuori dal muro), questo il nome dell’albergo di Banksy, non poteva che essere una provocazione. Al suo interno ci sono nove stanze arredate con alcune opere d’arte dell’artista, c’è poi un bar ristorante e tutti i servizi di una qualsiasi altra struttura ricettiva.

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Nessuna finzione, nessuna installazione artistica. L’albergo è stato costruito in gran segreto anche per tutelare l'anonimato di Banksy, in 14 mesi di lavoro.

I prezzi partono da 35 euro a notte per un posto in letto a castello, la suite ha invece le pareti rosse incorniciate da un quadro con un cuore metallico avvolto nel filo spinato. C’è l’idromassaggio, ma la stanza è anche l’unica che si affaccia proprio sul muro.

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Nella camera 3 (La stanza di Bansky), gli ospiti dormono sotto un'opera che mostra un palestinese ed un israeliano impegnati in una battaglia di cuscini.

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C’è ancora un museo dedicato alle opere a tema politico dell'artista che al suo interno ospita una figura umana in dimensioni reali del segretario agli Esteri del Regno Unito, Arthur James Balfour, intento a firmare la "Balfour declaration", il documento che ha gettato le basi della nascita di uno stato israeliano in Palestina.
 
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Tutto ha un non so che di insolito e stravagante, nel ristorante ad esempio c’è un pianoforte che suona da solo, alle pareti fionde e martelli, nel corridoio c’è un finto ascensore murato e un busto greco con il volto in parte coperto.

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Banksy è famoso anche per l’originalità delle sue opere, più volte abbiamo parlato di lui.

Tra le tante, ricordiamo il graffito di denuncia sulla drammatica situazione dei rifugiati di Calais, alla frontiera con la Francia. 

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Qualunque sia il soggetto scelto, l’opera di Banksy riesce a suscitare sempre curiosità e far riflettere sui problemi reali del nostro tempo.

Dominella Trunfio

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