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Nelle prossime settimane, l’Unesco dovrà decidere se espellere Vicenza e i suoi monumenti dalla lista dei “patrimoni dell’umanità”. Il motivo? Alcune scelte discutibili in campo edilizio, tra cui il cosiddetto "ecomostro" di Borgo Berga, una colata di cemento situata a poca distanza dal centro storico e che viola le norme urbanistiche e ambientali.

Da oltre venti anni, il capoluogo berico compare nella World Heritage List con 23 monumenti palladiani del centro e tre ville situate al di fuori della cinta muraria: un patrimonio storico artistico di inestimabile valore, il cui riconoscimento internazionale è oggi a rischio.

A seguito di alcune segnalazioni, infatti, a Vicenza sono in arrivo gli ispettori internazionali che, a spese del Comune, dovranno verificare se la città del Palladio meriti ancora di essere considerata “patrimonio dell'umanità”. Secondo gli ambientalisti, a mettere a repentaglio la sua permanenza nella lista dell’Unesco sono alcune discutibili “scelte” compiute negli ultimi anni in campo edilizio ed urbanistico, tra le quali spiccano la base americana Del Din, il passaggio dell’Alta Velocità (ancora in fase di progettazione) e, dulcis in fundo, proprio l’enorme cantiere di Borgo Berga.

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Quest'ultimo è un complesso in cemento ancora in via di costruzione, che occupa circa centomila metri quadri compresi tra due corsi d'acqua e che include diversi edifici, tra cui il nuovo Tribunale. Secondo i suoi detrattori, il colossale complesso rappresenza una altrettanto colossale violazione delle norme urbanistiche e ambientali: e non è un caso caso se, a seguito di numerose denunce, la Procura della Repubblica abbia contestato per tutta l'area (sia edificata che in fase di edificazione) il reato di "lottizzazione abusiva".

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Legambiente ha inserito Borgo Berga nella lista dei 10 edifici che amplificano i danni degli eventi climatici estremi in Italia, in quanto costruiti in aree particolarmente a rischio dal punto di vista idrogeologico, mentre la scorsa primavera Legambiente Vicenza, Italia Nostra (sezione di Vicenza) e il Comitato contro gli abusi edilizi hanno lanciato una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Produzioni dal basso, per chiedere l’abbattimento dell'ecomostro. Il titolo della campagna di finanziamento (che complessivamente, tra crowdfunding e donazioni dirette, ha raccolto quasi tremila euro in circa tre mesi) era più che eloquente: “Abbattiamo gli abusi! Cosa pagheresti per vederlo sparire?”.

Dal Governo, intanto, è arrivato uno stanziamento di 10 milioni di euro, un fondo pensato per aiutare i sindaci nelle opere di abbattimento degli edifici "off limits", che, proprio come Borgo Berga, sono stati realizzati in aree a rischio idrogeologico.

Ma, almeno per ora, l’ecomostro vicentino resta al suo posto, mentre la posizione della città palladiana e del suo incommensurabile patrimonio di arte e cultura all’interno della lista dell’Unesco è drammaticamente in bilico.

Lisa Vagnozzi

Photo credits

 

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