The Revenant - Redivivo: ecco perché l'ultimo film di DiCaprio è un inno alla natura

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12 candidature all’Oscar, tra cui quelle per Miglior film, Miglior regia e Miglior attore protagonista: stiamo parlando di The Revenant – Redivivo, l’ultima fatica cinematografica di Leonardo Di aprio, da domani nelle sale italiane. Un film che è stato descritto come un autentico inno alla natura e alla sua forza. Ecco perché.

Qualche giorno fa, nel ritirare il Golden Globe come Migliore attore in un film drammatico, Leonardo DiCaprio ha dedicato il premio alla popolazioni indigene, che in diverse regioni del mondo lottano per salvaguardare le proprie terre.

Una dedica che va certamente letta alla luce dell'ambientalismo dell'attore, ma che ha molto a che vedere con il film per cui Di Caprio è stato premiato: The Revenant - Redivivo, un kolossal che racconta di un uomo, della sua lotta per la sopravvivenza e di una natura impervia, incorrotta e maestosa.

La storia narrata dal film di Alejandro González Iñárritu, regista messicano già premio Oscar nel 2015 per Birdman, parla di tradimento e vendetta ed è parzialmente ispirata alla vita di Hugh Glass, un cacciatore ed esploratore del Nord Dakota, interpretato proprio da un intenso Leonardo DiCaprio. Nel 1823, durante una battuta di caccia, Glass viene assalito da un grizzly, rimane gravemente ferito e viene abbandonato dai suoi compagni di spedizione: il film gravita tutto intorno al suo ritorno, concentrandosi sulla sua lotta per sopravvivere e sul suo lungo viaggio tra le nevi, alla ricerca di chi lo ha tradito.

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La vera originalità dell'opera non è tanto nella trama, i cui temi portanti sono già stati declinati più volte da Hollywood, quanto nella scelta di raccontare le vicende vissute da Glass nel modo più realistico possibile, girando il film in una località remota dell’Alberta, in Canada, in condizioni di estrema precarietà, lavorando ogni giorno a temperature ben inferiori allo zero e utilizzando solo la luce naturale.

Ciò ha significato poter effettuare le riprese solo per poche ore al giorno, ma ha fatto sì che la pellicola riuscisse a cogliere la natura circostante il tutto il suo affascinante e selvaggio splendore, grazie anche alla spettacolare fotografia di Emmanuel Lubezki, già premio Oscar per Gravity e Birdman. Per aumentare il pathos del film, inoltre, il regista ha scelto di girarlo in sequenza, e cioè nello stesso ordine cronologico in cui verrà fruito dagli spettatori.

“Stiamo girando in luoghi talmente remoti e lontani che, con il tempo che impieghiamo per andare e tornare, abbiamo già speso il 40% della giornata.” – ha raccontato lo stesso Iñárritu in un’intervista rilasciata quasi un anno fa, nel bel mezzo delle riprese - “Ma quei luoghi sono così meravigliosi e così potenti: sembra che non siano mai stati toccati da un essere umano, ed è proprio questo quello che mi serviva. Lì, la luce è molto ridotta in inverno, e abbiamo deciso di non utilizzare alcun tipo di illuminazione elettrica, solo la luce naturale. E ogni singola scena è così difficile, emotivamente e tecnicamente. Mi sono messo di nuovo nei guai, ma sto facendo del mio meglio."

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Le condizioni sul set erano talmente difficoltose che tutti gli attori, a partire dal cast principale, sono stati messi a durissima prova, alcuni membri dello staff tecnico hanno deciso  di abbandonare l'incarico e le riprese si sono protratte ben oltre il tempo stabilito: ma il regista è stato irremovibile nel pretendere che un film che racconta una storia ruvida e cruda di sopravvivenza venisse girato a piena contatto con la natura - una natura autentica, selvaggia e il più possibile incontaminata - e non in uno studio.

"Tutti erano congelati, l'attrezzatura rischiava di rompersi e spostare la cinepresa da un luogo all'altro era un incubo.”ha raccontato Iñárritu a riprese ultimate, chiosando - “Se lo avessimo girato di fronte ad uno schermo verde, con il caffè e mentre tutti si divertivano, tutti sarebbero stati felici, ma molto probabilmente il film avrebbe fatto schifo.”

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E invece The Revenant – Redivivo è riuscito a convincere gran parte della critica, aggiudicandosi ben tre Golden Globe e ricevendo 12 candidature agli Oscar. Le recensioni ne sottolineano non solo il crudo realismo ma anche la spettacolare grandiosità. E la performance di DiCaprio nei panni di Glass è considerata più che degna di essere premiata con un Oscar: chissà che cosa ne penserà l’Academy, questa volta.

Lisa Vagnozzi
Photo Credits

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